Provinciale 929, la galleria Montà chiuderà cinque giorni

Provinciale 929, la galleria Montà chiuderà cinque giorni 1

VIABILITÀ Il traffico sarà deviato sulla vecchia Redina dal 12 fino al 17 marzo
La strada provinciale 929, ex statale 29 del Colle di Cadibona, è una delle arterie più trafficate del Roero ma resterà chiusa (salvo altri imprevisti legati al maltempo), nel tratto montatese, da lunedì 12 fino a sabato 17 marzo. Il provvedimento, deciso dalla Provincia in un primo momento per il 5 marzo e poi rinviato per evitare di deviare il traffico sulla vecchia e ripida strada della Redina in giorni di neve, permetterà di installare nella galleria Montà (lunga un chilometro) un cavo riscaldante, necessario a impedire il congelamento delle tubazioni della rete idrica antincendio. A eseguire il lavoro, che costerà circa 40mila euro, sarà la ditta Siecip di Piobesi.

Da quando è stata aperta, nel 2004, la tangenziale di Montà ha reso la provinciale 929 più scorrevole, tuttavia diversi lettori si sono rivolti a Gazzetta per segnalare alcuni problemi di viabilità nel tratto in territorio canalese, in corrispondenza della rotonda che permette, arrivando da Torino, un accesso a Canale, uno alla frazione Case sparse di Montà e uno al paese di Santo Stefano, e all’intersezione della provinciale con via Cornarea, dove è stato installato un semaforo.

I commenti critici dei letttori su semaforo e rotonda nel tratto canalese

Silvio (i nomi sono di fantasia, ndr) è il primo lettore che ci ha contattato. Santostefanese, si immette abitualmente nella provinciale proprio all’altezza di quel rondò. «Più di una volta ho rischiato dei brutti incidenti nel percorrere la rotondina. Non è ben segnalata, si trova in mezzo a un rettilineo veloce e trafficato e chiunque voglia immettersi dalle due strade laterali e secondarie, di fatto, non può che farlo come se, invece di una rotonda, ci fosse un segnale di stop. Solo pochi giorni fa un’auto, per scansarmi, si è distrutta la fiancata contro le protezioni esterne. Il malcapitato, un torinese che rientrava da Alba, mi ha chiesto mille volte scusa ma la visibilità era scarsa e lui, che non è della zona, quella rotatoria proprio non l’ha vista».

Rosalia è una canalese che abita dal lato “sbagliato” della strada e deve attraversare la rotonda per portare i figli a scuola in città. Rosalia ci ha confessato la sua preoccupazione: «Quando è buio la rotonda, piccola, è mal segnalata. Manca una adeguata cartellonistica. Di piccoli incidenti ce ne sono già stati tanti. Speriamo non capiti qualcosa di grave».

Stefano, montatese che va al lavoro ad Alba tutti i giorni, se la prende col semaforo: «Normalmente tolgono i semafori per sostituirli con le più scorrevoli rotonde, mentre qui l’hanno messo al centro del rettilineo di una tangenziale. Occorrerebbe innanzitutto capire se siano state fatte prima quelle case o la tangenziale. Credo che sia assurdo dare il permesso di costruire delle abitazioni su una strada fatta per tagliare fuori il centro abitato. Per tutelare i propri cittadini, il Comune avrebbe dovuto trovare altre soluzioni: un sottopasso, ad esempio, o una passerella».

Anche Angelo, di Santo Stefano, ha voluto dire la sua: «A Poirino avevano una tangenziale. Poi ci hanno costruito le case intorno. E alla fine hanno dovuto fare un’altra costosa tangenziale per sostituire la prima, ormai assorbita dal tessuto urbano. Spero che non accada a Canale». Angelo conclude: «Quando sarà in funzione la piscina, che è proprio dall’altra parte della provinciale rispetto all’abitato, i flussi di attraversamento aumenteranno e ho paura che arriveranno sgradevoli sorprese e che la collettività pagherà la mancanza di lungimiranza di alcuni».

a.au. e g.ba.

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Il commento di Marco Perosino, assessore provinciale alla viabilità e neo senatore

Sulle questioni legate alla provinciale 29 del Colle di Cadibona (SP 929) abbiamo chiesto una opinione all’assessore alla viabilità della provincia di Cuneo Marco Perosino, che ha risposto: «Conosco bene la questione. Il tratto in esame è della Provincia ma sia la rotonda che il semaforo sono stati affidati al Comune di Canale, a cui spetta la manutenzione ma anche l’incasso delle multe. Capisco i bisogni di tutti, sia la necessità di sicurezza dei canalesi che l’esigenza dei pendolari di avere una strada quanto più possibile scorrevole, ma tante volte è difficile trovare il giusto equilibrio. Quello che posso dire è che quando si parla di viabilità, le volontà politiche vanno obbligatoriamente mediate con le tante regole stradali che solo i tecnici conoscono nel dettaglio. Il mio impegno è quello di porre la Provincia come mediatore tra le due esigenze, dando la mia disponibilità ad assistere ad un incontro tra tutte le parti chiamate in causa, Amministrazione canalese e cittadini arrabbiati».

a.au.

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