L’enomeccanica vuole sempre più diplomati

L’enomeccanica vuole sempre più diplomati
La sala convegni della Banca di Asti ha ospitato un incontro sul tema scuola-lavoro.

CANELLI A Canelli l’industria enomeccanica traina il mondo lavorativo, ma il numero di diplomati non è sufficiente a coprire il fabbisogno delle aziende. I ragazzi che terminano gli studi nella sede locale dell’istituto tecnico Artom (circa 20 all’anno) sarebbero infatti troppo pochi e, di solito, non fanno in tempo ad appendere al chiodo zaino e quaderni, che già sono chiamati a vestire la tuta blu. «Alcuni nostri studenti del quinto anno stanno tenendo colloqui già da un paio di mesi. Le aziende si contendono i ragazzi più brillanti. In generale, però, c’è una mancanza di manodopera specializzata e le imprese locali faticano ad assumere», conferma la professoressa Cristina Barisone.

Per chiarire di quali figure sono alla ricerca i responsabili delle risorse umane, l’Artom ha organizzato un incontro tra le aziende canellesi e gli studenti, che ha coinvolto anche le scuole secondarie di primo grado di tutta la valle Belbo. La ricerca di personale formato secondo le necessità del tessuto produttivo locale è tale che le istituzioni, le aziende e il mondo scolastico stanno lavorando di concerto con la Regione per creare, anche nel Canellese, un polo di formazione ad hoc, mirato sull’industria enomeccanica.

La sala convegni della Banca di Asti ha invece accolto un convegno sulla formazione per il lavoro in valle Belbo. «L’obiettivo dell’incontro è stato informare i giovani sulle reali opportunità che il nostro territorio può offrire in termini di formazione e d’inserimento nel mondo del lavoro, in base alle necessità occupazionali di giovani e aziende del territorio», ha detto l’assessore all’istruzione del Comune Angelica Corino.

Paolo Cavaglià, Fabio Gallina

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