Il gruppo Tcn di Bernocco e Astegiano supera i 400 dipendenti

Bernocco: «Ho scelto Alba perché noi italiani siamo i più bravi di tutti»

ALBA Con l’acquisizione dell’azienda fossanese Mandrile & Melis il gruppo Tcn degli imprenditori Giuseppe Bernocco e Sebastiano Astegiano supera i 400 dipendenti, ben 336 nel solo polo industriale di corso Asti. I due amici, partiti da un garage di Cherasco sono ormai considerati dei Re Mida per marchi del territorio in crisi, dalla Tcn al capolavoro Bianco, nel 2008, rilevata sull’orlo del fallimento e salvata, senza un solo licenziamento, fino al rilancio di Galup, passando per Golosi di salute, Pasticceria Cuneo e all’avventura nel mondo delle bici elettriche con Thok.

Bernocco, come riuscite a sbagliare mai un colpo?

Non ci sono ricette universali. A volte capita di incappare in marchi che per vicissitudini varie si trovino in condizioni di crisi, se intuiamo un potenziale di crescita ci buttiamo nell’impresa, finora è andata bene. Una volta acquisito un marchio è importante capire cosa occorre migliorare o potenziare, non è mai un percorso facile, ma lavorando duro i risultati si ottengono.

Si porta ancora il pranzo da casa nel “baracchino” per non perdere tempo?

Certo, quasi sempre.

A quanto ammonta oggi il fatturato del gruppo Tcn?

Siamo vicini agli 80 milioni di euro, l’obiettivo nel 2018 è una crescita in doppia cifra, puntiamo al +10%.

Nell’intervista rilasciata a Gazzetta 12 mesi fa fissava l’obiettivo occupazionale a 300 dipendenti, oggi quanti sono?

A oggi, giovedì 21 giugno siamo 336 nel polo di corso Asti, contando i 25 dipendenti (più 90 stagionali nda) della Galup e i 20 di Mandrile & Melis, oltre a Golosi di Salute e Pasticceria Cuneo siamo oltre 400 dipendenti per il gruppo.

Cosa l’ha spinta a buttarsi nell’ennesima acquisizione rilevando la Mandrile & Melis?

La passione, senza dubbio la passione che ho visto nei signori Giuseppe Mandrile e Maria Antonietta Melis nel parlare della loro azienda. Mi ha convinto il racconto delle notti insonni per studiare un nuovo prodotto o per migliorare una produzione, un attaccamento all’azienda che diventa famiglia che a mio parere è uno degli aspetti più caratteristici dell’imprenditoria cuneese, con l’esempio della Ferrero su tutti.

E’ un’azienda in crisi?

No, è un’azienda che lavora con un proprio marchio e in conto terzi per grandi marchi dolciari. Un prodotto di grande qualità a cui mancava, però la forza commerciale e una visibilità a livello nazionale e internazionale. Cercheremo di dare una spinta decisiva, senza andare a toccare quell’ambiente famigliare che ha permesso all’azienda di arrivare dal 1986 fino ai giorni nostri.

L’obiettivo è creare un polo nella pasticceria di qualità?

Esatto, Galup, Golosi di Salute, in collaborazione con Eataly e Pasticceria Cuneo, con cui lanceremo sul mercato un panettone senza glutine, in cui credo molto, sono marchi che possono lavorare insieme ed essere venduti nei vari negozi di proprietà. La finalità è proprio creare un polo di eccellenza nella produzione di dolci.

Il marchio forte rimarrà Galup?

Sì, parliamo di una realtà che nel 2014 era ferma e oggi ha un fatturato di oltre 7 milioni di euro, in costante crescita. Sono in corso importanti investimenti per rinnovare una linea produttiva per 1,5 milioni di euro che permetterà di raffreddare i panettoni in modo naturale con una qualità sempre maggiore.

Ci racconti ancora una volta come è cominciato tutto?

Ho iniziato a 16 anni come operaio in un’azienda metalmeccanica. Ottenuti i primi risparmi, con Sebastiano Astegiano abbiamo affittato un garage in via industria 1 a Cherasco. Nei primi anni Novanta il primo tornio viene sostituito da un moderno tornio a controllo numerico con spingibarra. Il garage non bastava più ed è nata la Tcn che nel 1997 aveva 20 dipendenti. Fu allora che acquistammo il ramo d’azienda della Mtm di Cherasco, relativo al reparto dove io e Sebastiano avevamo lavorato negli anni precedenti e, contemporaneamente, allargammo l’area produttiva di ulteriori 1000 mq. Nel 2001 acquistammo la Emmeti, una piccola azienda di Villafranca d’Asti con una quindicina di dipendenti. Il fatturato era in forte calo e il titolare, per motivi di salute, avrebbe dovuto liquidare l’azienda. In pochi anni cambiammo le sorti dell’azienda. E’ nata la Tcn Vehicles Division che conta 150 dipendenti e lavora per clienti come Ferrari, Ducati, ZF, KTM, Brembo e molti altri. La Bianco arrivò nel 2008 e fu l’ennesima svolta.

Dobbiamo aspettarci nuove acquisizioni?

No, ora ci occuperemo del rinnovamento della Mandrile & Melis e della crescita del polo di corso Asti.

Quali saranno le novità in territorio albese?

Aspettiamo dal comune il via libera definitivo per costruire un nuovo parcheggio per un centinaio di auto da cui non possiamo prescindere, vista la crescita occupazionale. In un secondo tempo andremo a realizzare il nuovo capannone da 8 mila metri quadrati richiesto con una variante al piano regolatore. Sarà importante per dare fiato alla Bianco che oggi ha spazi ridotti, ma ancora margine di crescita. Abbiamo una bella novità.

Quale?

E’ partita la collaborazione con l’azienda americana MTiX International, di Salt Lake City, un’azienda leader nel settore dei macchinari per il tessile negli Stati Uniti. L’obiettivo comune è perfezionare una soluzione innovativa che con la tecnologia plasma più laser sia ecosostenibile e permetta la preparazione del tessuto, senza utilizzo di prodotti chimici. Il plasma crea un aumento di tensione che permette la modifica fisica della superficie del tessuto. L’effetto del plasma viene potenziato di 5 volte grazie all’azione del laser, quindi diventa molto efficace per effettuare la preparazione del tessuto, e renderlo: idrofobo, idrofilo, antibatterico, senza l’ausilio di prodotti chimici, ma soltanto di gas inerti che vengono dissolti nell’aria.

Dobbiamo aspettarci nuove assunzioni?

Con la realizzazione del nuovo capannone sicuramente serviranno nuove energie e ci saranno delle assunzioni, l’obiettivo dei 300 dipendenti in corso Asti è stato raggiunto e superato, ora non vogliamo fermarci.

E Thok?

Anche la bici elettrica in salsa albese ci sta regalando soddisfazioni. E’ in testa a tutte le classifiche di gradimento dei giornali di settore. Stiamo lavorando a un nuovo modello in una fascia di prezzo inferiore rispetto ai due sul mercato ora: la Mig a 4.150 euro e la Mig R a 5.250 euro.

Marcello Pasquero

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