Si riasfalta tra 80 anni. Provincia a corto di fondi

VIABILITÀ Lascia senza parole la dichiarazione del vicepresidente della Provincia di Cuneo, Flavio Manavella, intervenuto lunedì 9 luglio a Vicoforte Mondovì all’assemblea annuale dell’Associazione nazionale costruttori edili: «Di questo passo, se i finanziamenti da Stato e Regione non cambiano, ci vorranno 80 anni per asfaltare tutte le strade provinciali».

Il problema dei fondi destinati alla viabilità della Granda è stato sollevato molte volte in questi anni dalla Provincia. «Abbiamo quasi 3.300 chilometri di strade provinciali e per il 2018 potremo spendere soltanto 2 milioni di euro per la manutenzione ordinaria e gli asfalti», ha aggiunto Manavella.

«Questo significa che, tenuto conto del costo medio di un tratto di carreggiata (circa 50mila euro ogni mille metri), quest’anno riusciremo a intervenire su appena 40 chilometri. Per mettere in sicurezza le nostre strade avremmo bisogno all’incirca di 30 milioni di euro all’anno, mentre ne abbiamo solo due».Si riasfalta tra 80 anni

La situazione potrebbe parzialmente migliorare grazie al pacchetto da 230 milioni messo a disposizione dalla Regione per tutte le Province del Piemonte entro il 2019 per la manutenzione e la messa in sicurezza del vasto reticolato stradale.

«La Regione, in accordo con il precedente Governo, ha fatto la sua parte per assicurare questi fondi» spiega l’assessore ai trasporti Francesco Balocco. «Ora è indispensabile che le Province si attivino per realizzare i progetti e utilizzare i soldi».

C’è poi il capitolo delle strade da far tornare sotto l’ala dell’Anas, 1.110 chilometri in Piemonte, che costituirebbero la rete di interesse nazionale alternativa al sistema autostradale. L’accordo, con i circa 600 milioni per investimenti e manutenzioni, è stato bloccato da Vercelli e Asti, preoccupate per la perdita di introiti dagli autovelox.

«Le Province hanno tempo fino a settembre per trovare un nuovo accordo con il Ministero dei trasporti», aggiunge Balocco. «Il Piemonte rischia di essere isolato ma la decisione spetta ai singoli territori».

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