Storie di giovanissimi che vogliono lavorare

L’attività di un Sindaco di una città di non grandi dimensioni, come è Bra, è fatta anche di tanti incontri con cittadini delle più disparate condizioni sociali e di età molto differenti.

Così è per Bruna Sibille, che racconta al cronista come nei giorni scorsi sia stata chiamata a interessarsi ad alcuni ragazzi i quali, nonostante la giovanissima età, hanno la volontà di impegnarsi nel lavoro, a dispetto di quanti affermano che “i giovani non hanno voglia di fare nulla”.

Il primo cittadino Bruna Sibille.

«Nei giorni scorsi, mentre mi trovavo nei pressi del municipio », racconta Bruna Sibille, «sono stata avvicinata da una ragazza marocchina che, a nome anche di un gruppo di altre ragazze presenti sulla piazza, mi ha chiesto di poter esporre un problema. Mi ha così spiegato di essere una studentessa sedicenne di una scuola superiore braidese, ma di essere alla ricerca, come altre sue amiche, di qualche lavoro da svolgere al pomeriggio, in modo da integrare il reddito della famiglia – che come tante altre risente della crisi economica – e poter continuare a studiare. Sono stata positivamente colpita dai modi molto educati della ragazza e dalla sua proprietà nell’esporre la questione. Come Amministrazione faremo tutto quanto ci è possibile, tenuto conto anche della minore età, per aiutare queste ragazze a trovare qualche occupazione part time, magari attraverso la mediazione di una cooperativa. Si è trattato di un incontro che mi ha fatto molto riflettere sulla necessità di interessarsi sempre più di una gioventù piuttosto dimenticata dalla nostra società».

L’altro caso su cui è stato richiamato l’interesse del Sindaco è la vicenda del giovane pastore di Bandito che domenica 16 gennaio ha perso trentadue, tra capre e pecore, finite sotto il treno all’altezza del cimitero di Bandito. A provocare l’attraversamento improvviso degli animali probabilmente un segnale del cane, che le controllava durante il pascolo.

«Per questo diciassettenne banditese», spiega Bruna Sibille, «è stato un duro colpo anche per l’affezione che lo lega al suo gregge. Dedica tutta la sua vita agli animali, finite le scuole medie ha subito voluto dedicarsi all’allevamento e alla produzione di formaggio. La richiesta di risarcimento dei danni da parte delle Ferrovie è astronomica e come Comune interverremo per discutere a fondo la cosa. Inoltre vogliamo aiutare il giovane allevatore a ricomprare le pecore».

L’assessore Beppe Bonetto, anche lui abitante a Bandito, sottolinea che si stanno attivando iniziative per dare una mano al ragazzo per sostituire gli animali morti: «Riteniamo importante sostenere un giovane che ha intrapreso con passione un’attività antica. Per questo, oltre a seguire la vertenza con le Ferrovie per i danni subìti dal locomotore, pensiamo a una raccolta di fondi per reintegrare il gregge. Intanto abbiamo già ottenuto la disponibilità a collaborare dalla Condotta braidese di Slow Food».

Diego Lanzardo