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Vecchie locomotive per più treni

«Non è tanto una questione di ritardi, il vero problema è la mancanza di treni diretti; ce n’è soltanto uno al mattino, e uno a metà giornata aiuterebbe parecchio», commentano le universitarie Alice Muratore ed Elena Ferrero, che per andare a studiare a Torino spesso devono sostare a Cavallermaggiore per parecchio tempo.

«Tornando da Torino spesso devo prendere un treno che si ferma a Bra e poi non prosegue per Alba», è invece il commento di Andrea.

Le solite proteste dei pendolari, stufi dei tanti disagi. Ma ci sono novità. Dopo le segnalazioni del Comitato difesa consumatori e del Comitato spontaneo pendolari Alba- Bra – che hanno fatto presente all’Amministrazione comunale l’insufficienza del collegamento ferroviario diretto con Torino e hanno comunicato le loro esigenze di orari al riguardo – è stata formalizzata una richiesta di linea alla Regione.

Tra le lamentele anche quelle di alcuni cittadini che per necessità legate a pratiche burocratiche o amministrative espletabili solamente nel capoluogo regionale, sono costretti a far uso del proprio automezzo.

Attualmente la situazione nei giorni feriali è di un solo treno diretto in partenza alle 6.55 da Alba con arrivo alla stazione di Porta Nuova a Torino alle 8. Lo stesso materiale parte da Torino alle 18.45 con rientro ad Alba alle 19.50. Tutti gli altri locomotori costringono lavoratori e studenti pendolari al cambio a Cavallermaggiore o Bra, e spesso a lunghe attese.

«Si sente la necessità di una tratta in più al mattino, è la partenza a preoccupare i cittadini, che devono arrivare nel capoluogo a un certo orario», spiega Tommaso Lorusso del Comitato difesa consumatori. Si propone infatti l’istituzione di un’altra coppia di treni diretti in grado di giungere sino alla stazione di Torino Lingotto intorno alle ore 9 e di fare ritorno in città per le ore 14 circa, in modo da non impegnare l’intera giornata.

La speranza giungerebbe non tanto dai fondi di Trenitalia, notoriamente scadenti, ma da un esubero di locomotori diesel, che potrebbero eventualmente sopperire alle mancanze del collegamento con Alba.

Un’ipotesi che lascia un po’ interdetti; si potrebbe trattare infatti dei vecchi treni, sostituiti da Trenitalia con quelli a trazione elettrica perché considerati pericolosi per la salute pubblica in seguito all’indagine avviata dal procuratore aggiunto di Torino Raffaele Guariniello.

L’Arpa Piemonte ha rilevato una concentrazione di polveri sottili e altri idrocarburi cancerogeni contenuti nel carburante decisamente sopra la media.

«Il male minore», commenta Vincenzo Ramunno del Comitato spontaneo pendolari, «i materiali inutilizzati potrebbero tornare utili all’area albese e anche se non sono l’ideale dal punto di vista ecologico rimedierebbero alle mancanze croniche subite».

«Finalmente ci sono fondate speranze di ottenere una risposta affermativa dando così la possibilità di potenziare il servizio pubblico nell’interesse dell ’ utenza», commenta l’assessore alla viabilità e ai trasporti Giovanni Bosticco, ottimista riguardo alla missiva, sottoposta e approvata dalla Giunta comunale e spedita all’assessore regionale ai trasporti Barbara Bonino. Giovedì 10 si terrà l’incontro, a Torino, per negoziare l’accordo.

Chiara Cavalleris

Alessio Bottigliero