Cabina di regia per il dopo-Acna

Un piano straordinario gestito da una “cabina di regia” per il rilancio della Valle Bormida del dopo-Acna. È il risultato della riunione di mercoledì scorso a Torino tra gli assessori all’ambiente Roberto Ravello e agli enti locali Elena Maccanti, gli assessori provinciali all’ambiente e alla montagna Luca Colombatto e Luigi Costa e i sedici sindaci della Valle Bormida. All’incontro era presente anche Massimo Feira, presidente di Finpiemonte (la finanziaria della Regione) e il dirigente regionale Salvatore De Giorgio, “veterano” della questione-Acna.

L’incontro, si legge nel comunicato della Regione, «ha portato alla formalizzazione dell’insediamento di una cabina di regia interistituzionale, coordinata da Finpiemonte, il cui compito sarà quello di studiare un piano strategico che, a partire dagli strumenti e dalle risorse esistenti, trasformi in progetti concreti le proposte avanzate dalle comunità locali». Tra gli intenti, la «valorizzazione dell’area dal punto di vista economico, politiche che mirino all’occupazione e alla stabilizzazione dei giovani, investimenti in attività agroforestali e rilancio turistico».

La “cabina di regia” è composta dall’ingegner De Giorgio, dalla vicepresidente della comunità montana “Alta Langa” Anna Maria Molinari, da un rappresentante della Provincia di Cuneo e dal Presidente di Finpiemonte. La prima riunione è fissata per il 21 marzo a Torino. Per il piano di rilancio il gruppo di lavoro dovrà analizzare la disponibilità di fondi regionali, nazionali ed europei.

«È stato un incontro molto positivo. È importante pensare a un progetto di riqualificazione che possa portare sviluppo, in attesa di definire la questione del danno ambientale », ha osservato Annamaria Molinari.

Anche il sindaco di Saliceto Enrico Pregliasco dà un giudizio positivo sulla riunione, pur confermando il rischio di tempi lunghi per definire la questione del danno ambientale: «L’incontro è stato costruttivo. Abbiamo chiesto che il progetto venga esteso anche al Comune di Cengio e venga condiviso con gli enti locali. La Regione metterà le risorse, il territorio le idee. Per il danno ambientale la Regione farà pressing sul Ministero per arrivare a una transazione. Il piano andrà avanti parallelamente alla questione del danno ambientale e del riutilizzo dell’area».

Aggiunge l’assessore all’ambiente Roberto Ravello: «È necessario pensare a un percorso che, a breve termine, miri a riqualificare l’intera area con l’intento di trasformare proposte ed esigenze delle comunità locali in un vero e proprio atto di indirizzo ». La sua collega Elena Maccanti ha sottolineato: «È l’inizio di un importante percorso di collaborazione che, attraverso il sostegno tecnico di Finpiemonte, consentirà agli enti locali della Valle Bormida di dare vita a progetti concreti di rilancio».

«Credo che attraverso l’utilizzo degli strumenti che Finpiemonte ha a disposizione e sull’esperienza di alcuni piani strategici predisposti in questi mesi si possa lavorare per dare risposte concrete. Questo tipo di percorso offre l’opportunità di coinvolgere l’Unione europea e alcuni Ministeri, in particolare quello allo sviluppo economico, per reperire risorse immediate», ha concluso Massimo Feira.

L’ormai lunga storia della vicenda Acna è ricca di accordi e piani di risanamento finiti male. Il più clamoroso, alla fine degli anni ’80, fu il cosiddetto “Piano Ansaldo”, costato due miliardi di lire e fotocopiato da quello del Lambro- Seveso-Olona, come svelò un celebre scoop di Renzo Fontana su Valle Bormida pulita. Oppure, il “contratto di fiume” di cui si parla dal 2007, il piano di risanamento che prevedeva l’inceneritore a Cengio bocciato dalla Regione nel 1991, o il progetto “La Valle del sole” (30 iniziative per 23,5 milioni di euro), elaborato nel 2008 dall’Osservatorio ambientale della Valle Bormida e bocciato sul nascere dalla maggior parte dei sindaci. O ancora, il protocollo d’intesa siglato il 20 febbraio 2008 dai presidenti di Piemonte e Liguria Mercedes Bresso e Claudio Burlando che prevedeva la costituzione di un gruppo di lavoro per aggiornare l’accordo del 2000 per il recupero ambientale della Valle Bormida.

Corrado Olocco