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Gola: «Piano della logistica, più lavoro con Cuneo retroporto»

La situazione delle piccole e medie imprese non è immune dalle difficoltà. Tuttavia, l’instabilità porta cambiamento. Ne parliamo con l’organizzatore del convegno Cost saving Mauro Gola.

Gola, le imprese arrancano. Quali le prospettive?

«I consuntivi dell’anno appena concluso rimangono critici per molte aziende: ordini che non arrivano, insoluti da gestire, investimenti da pagare. “Giù i costi”, dunque, se si vuole agguantare una vera ripresa industriale. Bisogna cominciare dai costi degli apparati e delle procedure pubbliche, queste ultime sovente incomprensibili e dannose per chi si confronta con una competizione globale sempre più complessa, ardua e nella quale le imprese italiane sono costrette a gareggiare ad armi impari».

La rete imprenditoriale italiana sembra arrancare. Però, sotto questo punto di vista, il percorso intrapreso dalla Commissione europea per favorire l’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese sembra promettente. Di cosa si tratta?

«Si tratta di un progetto ambizioso. Tre giorni e cento euro per avviare una pmi: è solo uno degli obiettivi del piano dell’Ue illustrato dal commissario all’industria Antonio Tajani. La cornice è rappresentata dallo Small business act, un’iniziativa che coinvolge 23 milioni di piccoli imprenditori (ovvero il 99 per cento del business Ue), il 66 per cento dell’occupazione del settore privato e il 58 per cento del fatturato. Nel momento successivo a una recessione che ha causato la perdita di milioni di posti di lavoro in Europa, lo Small business act rappresenta una risorsa irrinunciabile».

Qualcosa cambierà anche grazie al nuovo Piano nazionale della logistica?

«Il nuovo Piano nazionale della logistica ha l’obiettivo di aumentare l’efficienza del nostro Paese di almeno 10 punti percentuali a partire dal 2011. E, all’interno dello sviluppo previsto dal piano, il Piemonte occuperà uno spazio importante: sono attesi investimenti in infrastrutture e servizi e l’ampliamento della rete logistica esistente. Si spera di far arrivare ai nostri porti (ad esempio, quelli liguri), nei prossimi anni, i due milioni di container che oggi confluiscono nei porti del Nord Europa. Ciò porterebbe alla creazione di migliaia di posti di lavoro nell’area ligure-piemontese, e porrebbe le basi per lo sviluppo dell’intero sistema logistico, in attesa che si realizzino opere fondamentali come la Torino-Lione e la Genova-Rotterdam. Inoltre Cuneo, come retroporto di Savona, è stato inserito per la prima volta nel piano. Ciò consentirà una programmazione a lungo termine e garantirà un ruolo di rilievo nella gestione del traffico merci dell’area. Per aziende e realtà territoriali potrebbe implicare l’attivazione di imponenti flussi di traffico e un incremento dell’attività».

m.v.