Il gigante buono pensa a Parmalat

«Nella vicenda Parmalat il gruppo Ferrero guarda con interesse e simpatia a una soluzione industriale italiana». Lo afferma l’azienda albese, confermando quanto anticipato dall’Ansa alla fine della scorsa settimana. Il colosso dolciario è, insomma, uno dei nomi al tavolo di Collecchio e guarda con attenzione l’operazione Parmalat, anche se ancora non ha assunto decisioni.

La famiglia Ferrero si piazza, intanto, in vetta alla classifica dei paperoni d’Italia. Lo afferma la rivista Forbes, nella sua annuale scaletta mondiale dei miliardari. Michele Ferrero risulta primo d’Italia e trentaduesimo nel globo, con un patrimonio di 19 miliardi di dollari. Un bel punto di partenza per partecipare da capofila alla cordata imprenditoriale caldeggiata nel Bel Paese.

Nella contesa per il controllo di Parmalat il colpo di scena è arrivato il giorno dei festeggiamenti per l’unità, il 17: la società francese Lactalis ha rilevato l’11,42% – oggi si parla del 15 – del gruppo di Collecchio e intende presentare una lista di candidati per il consiglio di amministrazione della società, in scadenza ad aprile. Lactalis ha spiegato di voler «perseguire lo sviluppo di un progetto industriale di lungo periodo», anche attraverso un processo di espansione con acquisizioni. «Non possiamo essere solo prede», ha subito commentato la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, mentre palazzo Chigi ha preso posizione in successione, facendo sapere che il ministro per l’economia Giulio Tremonti ha tenuto in Consiglio dei ministri una relazione sulla normativa francese «a tutela delle partecipazioni strategiche» d’Oltralpe, con l’intenzione di studiare uno strumento legislativo per proteggere le società italiane.

m.g.o.