Su questo sito utilizziamo cookie tecnici.

Unesco. Parigi ci studia

Le ottocento pagine del dossier di candidatura del Patrimonio dei paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato è a Parigi, in fase di esame da parte dell’Unesco, mentre ad Asti Roberto Cerrato, presidente della neonata associazione promotrice della candidatura, sta coordinando gli sforzi di un territorio che copre tre province e più di 250 Comuni per arrivare «al massimo delle nostre possibilità all’appuntamento con i sopralluoghi della commissione giudicante, che si terranno tra giugno e settembre 2011», spiega Cerrato.

 

 

L’esigenza principale di questi mesi sarà far conoscere l’articolato progetto. Si inizia con la richiesta di adesione all’associazione, fondata a gennaio da Regione e Province di Cuneo, Asti e Alessandria, da parte dei Comuni inseriti nella buffer e nelle core zone: «Stiamo mettendo a punto la documentazione illustrativa da mandare a tutti i Comuni a cui chiederemo una somma di adesione quasi simbolica, tra i 100 e i 500 euro, a seconda del numero di abitanti. Intanto l’associazione si presenterà ai vari territori, cominciando dall’albese, grazie a un convegno illustrativo, destinato alla popolazione, che si terrà in città nella seconda metà di aprile».

Cerrato è un fiume in piena e da ogni pagina del corposo faldone che ha davanti a sé tira fuori dettagli e novità: «Anche le “Cattedrali del vino” sono entrate a far parte della candidatura: tenere separati i paesaggi vitivinicoli e le cantine sotterranee del canellese sarebbe stato un errore», spiega il presidente, mentre stringe tra le mani la bozza di una cartolina preparata dal consorzio turistico Langhe eMonferrato «che verrà distribuita in decine di migliaia di copie e permetterà ai turisti di conoscere la candidatura».

«I tempi sono maturi ma la “promozione” non è automatica, anche se siamo l’unica candidatura avanzata dall’Italia nell’anno del 150° dell’unita », spiega Cerrato, certo che il territorio sta iniziando a capire cosa serve per sostenere il progetto: «Il primo fiore all’occhiello è il protocollo d’intesa firmato pochi giorni fa a Barolo e tutto dedicato all’attenzione per la salvaguardia del paesaggio».

g.s.