Boido lascia e va all’attacco

Nel più piccolo Comune delle Langhe, a pochi giorni dalla presentazione delle liste elettorali, l’aria si fa infuocata. Se fino a qualche settimana fa l’ipotesi più accreditata era quella di un “Boidobis”, oggi ogni previsione è quanto mai azzardata, dato che il Sindaco uscente, un po’ a sorpresa, ha dichiarato a Gazzetta di voler rimanere fuori dalla corsa per la fascia tricolore. «Al momento, non ho alcuna intenzione di ricandidarmi a sindaco perché mi sono sentito preso a pesci in faccia da chi sta cercando di creare la nuova Amministrazione civica», ha affermato Boido, precisando: «Credo di aver operato bene e comunque sempre negli interessi del paese. Ho dedicato parecchio tempo e denaro (personale) al bene collettivo, ma evidentemente non sono stato capito».

 

Il sindaco Stefano Boido.

 

Sembrano quindi essere venute meno quelle condizioni che Boido aveva posto come necessarie per una ricandidatura, anche perché sono state lanciate accuse precise. «In uno degli ultimi Consigli comunali, tutti si dissero favorevoli all’uscita di Bergolo dalla società Borghi autentici delle Langhe in quanto i costi a carico del Comune erano troppo elevati. Nei giorni scorsi, invece, sono stato accusato di non aver creduto a sufficienza nel progetto. Non è vero: abbiamo sempre fatto il possibile per farlo partire, ma i tre milioni di euro necessari, promessi dalla Regione e mai finanziati, non si trovano di certo per strada». Ci sono margini di ripensamento? Risponde Boido: «C’è troppa bagarre. Non mi piace litigare e dover reagire forzatamente ad accuse ingiuste. Quindi, non ci sono possibilità che io mi ricandidi, salvo clamorosi sviluppi di cui, al momento, non vedo nemmeno l’ombra».

Enrico Fonte