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Giovanni Paolo II: la biografia di Andrea Riccardi

Giovanni Paolo II. La biografia è il libro di Andrea Riccardi (San Paolo, pagg. 350) presentato l’11 aprile, all’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede. All’incontro sono intervenuti il card. Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese orientali, Gianni Letta, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, e Joaquin Navarro Valls, direttore della Sala stampa della Santa Sede dal 1984 al 2006.

«Sarei tentato di definire questo volume», ha affermato il card. Leonardo Sandri, «l’“enciclopedia di Giovanni Paolo II”, perché ai dati storici è associata l’analisi obiettiva su ciascuno dei capitoli fondamentali del Magistero e della leadership di Giovanni Paolo II, a tal punto da offrirci un compendio, oltre che della vita, della dottrina e delle scelte compiute». Il Cardinale ha subito precisato che «il riferimento al genere enciclopedico non misconosce affatto la profondità e la completezza, che distinguono il lavoro. Le tematiche sono trattate con rigore e corredate da ricca bibliografia e da innumerevoli convincimenti che l’autore ha maturato anche grazie alle cosiddette “conversazioni” o “confidenze” con i Pontefici Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, con cardinali, vescovi, prelati e laici, le quali inaugurano una nuova e originale procedura storiografica».

Tappe fondamentali. Dopo aver richiamato «gli anni della sua infanzia e gioventù, la convivenza con i compagni ebrei di Wadowice, scorgendo il buon seme di una rispettosa apertura che ci avrebbe donato un “Papa amico degli ebrei”, che condanna la shoah come offesa a Dio e all’umanità, denunciando l’antisemitismo e le eventuali colpe di uomini di Chiesa», il card. Sandri ha ripercorso le successive tappe della biografia di Giovanni Paolo II. «Un Papa che non teme il potere mondano ma non è alieno all’incontro con tutti, fiducioso sempre nella forza della convinzione e del confronto spirituale». Il card. Sandri si è soffermato, poi, in particolare sul rapporto tra Giovanni Paolo II e il card. Ratzinger.

Un Papa comunicativo. Numerosi gli esempi portati dal Cardinale all’uditorio presente in ambasciata, accanto agli altri due relatori, Gianni Letta e Joaquin Navarro Valls, che ha raccontato una serie di aneddoti. «Nel 1999 – ha esordito Navarro Valls – dissi a Giovanni Paolo II che occorreva una sua biografia, ma il Papa rispose di sì, ma dopo la sua morte». Il già Direttore della Sala stampa vaticana si è soffermato sulla «capacità comunicativa» del Papa: «Il primo viaggio all’estero, negli Usa, avvenuto nel 1979, fu anche il primo test della comunicazione, proprio in un Paese ipercomunicativo e certamente non a maggioranza cattolica». Navarro Valls ha anche sottolineato come il Papa polacco fosse un «protagonista indiscusso dei mezzi di comunicazione» perché aveva la certezza che «anche gli altri avrebbero colto il suo amore per la verità».

Vento di speranza. «Giovanni Paolo II – ha osservato Andrea Riccardi – va restituito alla storia contemporanea, non solo come una figura del pontificato, ma anche dell’umanesimo del Novecento, non solo come una figura ecclesiastica, ma anche una grande figura della storia». Il profilo del Papa, per l’autore della biografia, è quello «di uomo cordialissimo ma anche timido, di grande riservatezza». «Era convinto – ha aggiunto Riccardi – che il suo messaggio non dovesse adattarsi al mondo, che non si dovessero fare sconti. C’era in lui la simpatia per l’umano, ma non inteso come addolcimento del messaggio per rendere la medicina meno amara, ma nel senso di rendere ciò che lui diceva più chiaro e accettabile». Concludendo, l’autore ha sottolineato la necessità di «rileggere il messaggio e la storia di papa Wojtyla nel contesto dell’Europa e del mondo altrimenti non se ne capisce la grandezza».