Pasqua, risurrezione di Gesù e nostra

È con molta cordialità che porgo a tutti gli auguri di una serena Pasqua. Per noi cristiani è un evento, atteso e preparato da una Quaresima vissuta intensamente, che tuttavia ci riempie di meraviglia, serenità e speranza. Ne abbiamo bisogno perché, non possiamo negarlo, ci capita di condividere, con molti nostri contemporanei, un’impressione che David Maria Turoldo ha scolpito con poche, ma efficacissime parole: «E compatta / ancora sale sul mondo / la Notte».

“Risurrezione”, una scultura di Salvatore Fiume.

La Notte (con la “n” maiuscola) è il male che a volte pare avvolgere la terra; addirittura comprimerla e stritolarla. Su molte esistenze – individuali e collettive – il male sembra prevalere sul bene, le tenebre sulla luce, la disperazione sulla speranza. Anche la nostra esperienza ci induce a scontrarci con difficoltà e problemi nei cui confronti ci sentiamo ìmpari. In noi pesano forse macigni che, come quello del sepolcro, sembrano chiudere ogni possibilità di nuovo inizio, persino di speranza.

Sappiamo – perché lo verifichiamo quotidianamente – che i nostri progetti sono racchiusi in vasi d’argilla. Ma su tutto questo panorama si schiude, ancora una volta, la mattina della Pasqua; la storia del mondo e le nostre piccole vicende sono inondate dalla notizia straordinaria che il male non ha l’ultima parola, che la disperazione, la solitudine, la morte – la cui forza talora appare invincibile – sono state sconfitte una volta e lo saranno ancora molte altre.

Da quel mattino – nonostante tutti gli ostacoli e le sconfitte – i cristiani credono che la vita di ciascuno cammina verso la pienezza e la storia verso il suo compimento. Di qui la meraviglia, per una notizia che squarcia potentemente il velo di oscurità e di paura che a volte ci avvolge e opprime, e ci riempie di serenità, perché la fede ci assicura che la risurrezione di Gesù non è un evento singolare che appartiene al passatoo che interessauna singola persona.

Come ha scritto il Papa nel suo ultimo libro, «il mistero della croce (e della risurrezione) non sta semplicemente di fronte a noi, ma ci coinvolge e dà alla nostra vita un nuovo valore ». È un evento che «ha inaugurato una nuova dimensione di essere uomini ».

In quanto tale non riguarda soltanto il suo protagonista, ma ha ricadute su tutti: «Nella risurrezione di Gesù è stata raggiunta una nuova possibilità di essere uomo, una possibilità che interessa tutti e che apre un futuro, un nuovo genere di futuro per gli uomini » (id.). La risurrezione di Gesù ci interessa, ci riguarda, ci cambia. Il nostro fardello di paure non è più un enigma indecifrabile. Non siamo nelle mani del cieco destino, ma di un amore sconfinato e provvidente. Dio non ci abbandona in balia del peccato e della morte. Per questo la fede pasquale si declina in speranza, che è fiducia nella presenza del Signore risorto in noi e nell’umanità, riconoscimento della sua azione, reale anche se discreta, e disponibilità a collaborare con lui.

La grande scelta di fronte a cui la Pasqua ci pone è se lasciarci paralizzare dal male che incombe e ci abita, dalle tenebre che ci avvolgono e accecano, o se – bisognosicomesiamo di senso per la nostra vita, di amore, di perdono – volgerci finalmente con convinzione al Risorto, affidare le nostre stanchezze alla sua nuova vita, vivere nella sua luce. «Se la pianta non si orienta verso la luce, appassisce. Se il cristiano rifiuta di guardare la luce, si ostina a guardare solo le tenebre, cammina verso la morte lenta» (frère Roger di Taizé).

Faccio mia la riflessione di don Mazzolari, che traduco in augurio:«La vita del cristiano è un’attesa. Il presente non basta a nessuno. In un primo momento pare che ci manchi qualcosa, più tardi ci accorgiamo che ci manca Qualcuno. E lo attendiamo».

Questo Qualcuno – Gesù risorto e vivo, il sempre “veniente” – non è lontano da noi. La Maddalena l’ha incontrato alle prime luci di quel giorno che ha cambiato il mondo.Daallora quell’incontro ha dato senso alla sua e a molte vite. Che Maria ci renda «capaci di attendere con speranza quell’aurora pasquale che asciuga le lacrime di chi è nella prova» e ci guidi all’appuntamento con «il Risorto, che è via, verità e vita» (Educare alla vita buona del Vangelo). Che ogni mattina sia per noi alba di risurrezione. E che la Pasqua di Gesù cambi anche la nostra vita.

Giacomo Lanzetti, vescovo