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Sarà una corsa a due per la poltrona di sindaco

È stato un parto lungo e faticoso, quello che ha portato alla definizione delle due liste civiche tra cui dovranno scegliere i narzolesi nelle elezioni del 15 e 16 maggio.

“Amici per Narzole”, capeggiata dall’uscente Fiorenzo Prever, è praticamente una fotocopia dell’attuale maggioranza: Alessandra Cabutto (attuale assessore con delega alla scuola e ai rapporti con le frazioni); Fulvio Dalpozzo, (assessore ai lavori pubblici); Paolo Dellatorre (consigliere); Mauro Dogliani (già delegato al bilancio nell’amministrazione Prever 1996-2001); Enrico Dotta, assicuratore; Roberto Fea (consigliere); Daniele Gallo; Mauro Olocco (assessore all’agricoltura); Ivana Sartirano (consigliere); Daniela Taricco (già consigliere nella precedente amministrazione Prever); Livio Taricco (consigliere dopo le dimissioni da assessore ai lavori pubblici); Valerio Taricco.

 

 

 

“Uniti per Narzole” fa invece capo a Mario Bernocco (già vicesindaco con Giacomo Arcostanzo) e mescola volti nuovi con alcuni reduci dell’opposizione uscente, ma soprattutto e curiosamente con l’attuale vicesindaco, Luigi Adriano. Ecco, oltre a lui, gli altri undici candidati: Armando Arese, Maura Boffa, Marco Ciravegna, Massimo Costamagna, Alessandra Giaccardi, Mario Giaccardi (reduce dall’amministrazione Arcostanzo e della successiva minoranza), Enrico Gonella, Giancarlo Mariucci, Claudio Racca, Giovanni Ramello (già assessore al bilancio con Arcostanzo poi in opposizione), Ezio Sanino.

Un flash di commento dai promotori della nuova compagine: «Era importante scongiurare il rischio di una lista unica: siamo riusciti ad arrivare in fondo nonostante grandi ostacoli e tentativi di “tagliarci le gambe”». Questa è la situazione finale ai nastri di partenza, dopo mesi in cui si sono rimbalzate voci di una lista unica, poi di tre liste, per arrivare alle due ufficialmente presentate.

A stupire di più, comunque, è l’inattesa assenza su tutti i fronti di Federico Gregorio, che prova a spiegarci l’evoluzione della vicenda: «Anche se mi avrebbe fatto molto piacere, non potevo candidarmi a sindaco per incompatibilità con la carica di consigliere regionale, quindi ho cominciato a lavorare per una lista unica insieme a Prever. L’obiettivo, già in tempi non sospetti, era di unire le diverse anime del paese, sfruttando l’assenza di una contrapposizione ideologica e la congiuntura favorevole (un consigliere e il presidente in Provincia e un consigliere in Regione). La mia proposta, però, era di individuare una persona nuova come candidato sindaco, un capolista super partes, pur appoggiato da consiglieri di esperienza: ciò per ripartire da zero e non dare un’impressione di continuità con le liste preesistenti. Questa condizione non è stata accettata: ora, comunque andranno le cose, il paese si spaccherà», spiega Gregorio.

E l’ipotesi di una lista alternativa?

«Fallita l’idea di un unico gruppo, non avevo però rinunciato a creare un’alternativa sugli stessi presupposti, cioè volti nuovi e un capolista fuori dai vecchi giochi: avevo individuato, in successione, due diversi nomi. Fino allo scorso lunedì avevo la lista pronta, ma il candidato sindaco, all’ultimo, ha fatto un passo indietro e non mi è rimasto che ritirarmi. Certo non potevo appoggiare la lista di Bernocco, non condividendo lui come capolista e avendo avuto attriti insuperabili con altre persone del suo schieramento. Chiunque vincerà, avrà il mio appoggio in Regione, ma vorrei fosse chiaro che ho agito per coerenza e non certo, come vorrebbe far passare qualche “furbetto”, per imposizioni di partito», conclude Gregorio.

Miranda Ciravegna