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«Il vento sta cambiando ma la sinistra si deve rinnovare»

Fausto Bertinotti ha tenuto per gli albesi una lezione sulla Costituzione. Il 26 maggio, presso il Palazzo mostre e congressi, l’ex presidente della Camera dei deputati ha dialogato con il sindaco Maurizio Marello attraverso le pagine del suo ultimo libro Chi comanda qui? e alcuni articoli della Costituzione. Marello ha condotto Bertinotti all’analisi del legame tra il principio di uguaglianza e il ripudio della guerra. Immancabile il tema del lavoro, su cui è fondata la nostra Repubblica: «Oggi, per darti un lavoro, ti fanno rinunciare ai diritti», ha commentato l’onorevole.

L’indagine Istat, presentata il 23 maggio, mostra donne e giovani disposti ad accettare dimissioni in bianco e contratti flessibili, pur di lavorare. Sintomo di una politica imprenditoriale legata alla crisi, che lotta anch’essa per la sopravvivenza?

«Non ci voleva l’Istat per scoprire questo: il mondo del lavoro è stato oppresso, in questi ultimi 25 anni, da una riorganizzazione complessiva, che ha penalizzato le retribuzioni e le condizioni lavorative. Un processo che ha condotto la nostra società alla generalizzazione della precarietà, con contratti che si fa fatica a definire tali. Pur essendo precipitata, questa situazione è frutto delle politiche neoliberiste dei governi europei, e in particolare di quello italiano, che hanno lavorato in tale direzione. L’impresa, dal canto suo, cerca di competere nel mercato internazionale, con la riduzione dei costi del lavoro e l’aumento della flessibilità. Ma questa condizione, con cui le aziende devono confrontarsi, è la conseguenza di quella stessa politica neoliberista».

 

Fausto Bertinotti con Maurizio Marello

L’Italia dei valori raccoglie l’elettorato di sinistra e alle amministrative di Napoli supera il Partito democratico, mentre Beppe Grillo guida un movimento popolare in ascesa. Cos’è successo alla destra e alla sinistra?

«Per spiegarlo partirei dalla semplice constatazione che il vento sta cambiando. Berlusconi ha finito il suo tempo, ha subito una sconfitta che lo rende ormai incredibile, nelle cose che dice, agli occhi della popolazione, e non solo di quelli che si erano opposti a lui. Con la fine della sua epoca è in crisi l’intero sistema politico italiano; la seconda repubblica sta precipitando irreparabilmente. Mentre la crisi dei partiti continua a essere evidente, nuove forme politiche prendono corpo: ecco che nascono dei leader che potremmo definire originali, anomali ed eccentrici. Personaggi che tuttavia riescono a canalizzare l’onda anomala di questo cambiamento e che ci pongono di fronte al problema centrale: non certo la piccola percentuale in più di uno piuttosto che dell’altro partito, ma la necessità di un rinnovamento di fondo di tutta la sinistra».

C’è un tormentone che affligge il popolo della sinistra: il rimpianto di non aver eliminato il conflitto di interessi quando era al governo.

«Hanno fatto male a non risolvere il problema quando si poteva, è vero. Ma in fondo si potevano fare tante altre cose ugualmente importanti, come aumentare la retribuzione dei lavoratori».

Chiara Cavalleris