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All’Abet sciopera il 90%

Allo sciopero di quattro ore, proclamato nella mattinata di venerdì scorso all’Abet spa, hanno aderito – secondo le stime dei sindacati – oltre il 90% degli operai. I lavoratori hanno organizzato due presìdi davanti ai cancelli dell’azienda, il primo al mattino tra le 8 e le 10 e il secondo al pomeriggio tra le 16 e le 18. Motivo? Manifestare il loro dissenso sull’andamento della trattativa per il rinnovo del contratto integrativo aziendale. Michele Ardino, rsu Abet, commenta: «La contrattazione procede ormai da qualche mese, ma adesso, da parte dell’azienda, c’è una netta chiusura sulle questioni che riguardano il salario, sia fisso che variabile».

Le maestranze (oltre 700 lavoratori nello stabilimento di viale Industria) chiedono che vengano fissati obiettivi di produzione raggiungibili, affinché si possano effettivamente ottenere i premi in busta paga. Conclude Ardino: «Ci pare che l’azienda voglia rispondere alla crisi di mercato e all’aumento dei costi, sia delle materie prime sia della lavorazione, tagliando gli stipendi degli operai».

I rappresentanti sindacali dell’azienda (insieme agli scioperanti, davanti ai cancelli, anche Maddalena Grosso, Pasqualino Urso e Andrea Montanaro) ribadiscono la volontà di riaprire il dialogo con la Direzione del personale, purché ci siano presupposti condivisi.

Alberto Dotta (segreteria provinciale Uilcem): «La notevole adesione allo sciopero rappresenta un segnale forte lanciato all’azienda. Quello che i lavoratori chiedono, in particolare, è un aumento salariale in linea con quello del vecchio contratto (che risale a quattro anni fa) e obiettivi raggiungibili per poter ottenere i premi di produzione».

Aggiunge Gaspare Palermo (Filcem): «Abbiamo pianificato un pacchetto complessivo di 12 ore di sciopero. Occorre ricordare che gli operai Abet hanno affrontato insieme all’azienda le difficoltà dei mesi scorsi, la crisi, la cassa integrazione; se in futuro torneranno utili significativi, questi dovrebbero essere equamente ridistribuiti a tutti i lavoratori».

L’azienda, al momento, non ha inteso replicare. Al presidio di venerdì hanno partecipato anche alcuni rappresentanti sindacali dell’Arpa industriale, l’altra grande industria braidese di laminati plastici, nella quale è in corso il rinnovo del contratto.

Valter Manzone