Ferrero non tradirà Alba

Era presente anche Giovanni, il fratello di Pietro Ferrero, al Consiglio comunale commemorativo del 27 aprile. Prima di lui è intervenuto il dottor Gian Luigi Viglino, che ha espresso riconoscenza, a nome di tutta la famiglia Ferrero, ad Alba e agli albesi, capaci di partecipare con riguardo e vero sentimento ai funerali e alle commemorazioni del giovane imprenditore. Viglino ha poi dato lettura di parte di una missiva inviata alla città da Michele Ferrero, molti anni fa, in occasione di un’analoga tragedia familiare: nel testo, l’attuale vertice del colosso dolciario assicurava che avrebbe fatto tutto il possibile per garantire un avvenire ai cittadini.

Parole pregne di emotività, simili per sintattica e semantica a quelle pronunciate da Giovanni Ferrero, lo scorso mercoledì, di fronte ai consiglieri di maggioranza e minoranza. Giovanni ha preso la parola per ultimo – dopo gli interventi degli amministratori –, esprimendo gratitudine verso la città, le autorità e la cittadinanza «per la vicinanza e l’affetto dimostrati alla nostra famiglia». E ha aggiunto: «Mai come oggi i legami tra noi e voi si sono resi indissolubili». L’imprenditore ha poi parlato di un minimo comune denominatore, chiamandolo semplicemente “appartenenza”: è in tale chiave linguistica che l’erede dell’impero dolciario ha sottolineato l’esistenza di «un patto fiduciario e di promesse da sempre mantenute tra la città e l’azienda, un patto che, nel futuro, verrà rinnovato su basi ancora più solide».

Sono dunque stati rincuorati i consiglieri che, nei diversi interventi, avevano auspicato il protrarsi del rapporto di reciproca collaborazione. Per fugare i dubbi, Giovanni ha concluso, con maggiore schiettezza: «Alba non ha mai tradito la Ferrero, dunque la Ferrero non tradirà mai Alba». Sulla prematura scomparsa del fratello, molto era stato detto nel discorso pronunciato in mattinata durante le esequie ufficiali. Giovanni si è limitato a ricordare in Consiglio quello slancio vitale, quell’anelito all’avvenire connotativo di uomini che, nonostante tutto, non si arrendono: è «l’audacia della speranza». Dopo l’ incontro, l’imprenditore ha salutato autorità e consiglieri e ha percorso via Maestra assieme alla moglie, due volte, in simbolico segno di vicinanza e continuità. Giovanni ha passeggiato senza scorta, proprio come – gli albesi non esitano a ricordarlo, in questi giorni – amava fare suo fratello.

m.v.