Giri: «In una materna 24 bimbi immigrati su 47»

Anche nelle scuole del primo Circolo la presenza degli stranieri è maggiore alle materne (50 immigrati su 193 iscritti) rispetto alle primarie, dove la percentuale dei non italiani tocca quasi il 12% (sono 92 su 778).

I Paesi di provenienza sono vari: prevalgono Nord Africa (Marocco in testa) e Romania, seguiti dalla Macedonia, ma ci sono anche molti bimbi sudamericani. Gli albanesi sono in calo, mentre i cinesi e soprattutto gli slavi risultano in forte aumento.

Il primo Circolo detiene un primato: una delle materne è frequentata da 24 stranieri su 47 iscritti, ovvero il 48%.

«Nonostante le percentuali di rilievo, non riscontriamoproblemi di integrazione», commenta il dirigente Luciano Giri .

 

Luciano Giri (foto Marcato)

«La maggior parte dei bambini conosce la lingua, molti sono nati in Italia. Inoltre, a quell’età, la caratterizzazione non è ancora evidente. Ci sono problematiche individuali, ma di tipo comportamentale, non legate alla provenienza».

Favorisce l’integrazione l’origine variegata dei bambini: «Non si creano gruppi, date le tante nazionalità presenti, c’è una buona mescolanza, e questo ci facilita la gestione», dice ancora Giri. Alla scuola primaria, l’inserimento di un bambino straniero che non conosce la lingua crea un’emergenza linguistica,ma la scuola è preparata ad affrontarla. «Ci avvaliamo dell’aiuto dell’Ufficio stranieri e di mediatori culturali », prosegue Giri. «I casi più complessi dal punto di vista linguistico si riscontrano con bimbi di lingua araba o cinese, ma per questi abbiamo instaurato una collaborazione con l’Università di Torino».

Insomma, i problemi ci sono, ma si affrontano, anche con iniziative e progetti mirati, perché è la scuola a doversi adattare e rimodellare in base alle nuove esigenze di una società in rapida evoluzione.

Ancora Giri: «È necessario rivedere le modalità d’insegnamento della lingua e comprensione del testo. Per questo stiamo portando avanti, insieme con altre scuole, un progetto per la definizione di un nuovo approccio che si rivolga agli alunni dalla prima elementare alla terza media, italiani e stranieri. È un percorso didattico nuovo, che terrà conto delle recenti problematiche, che non riguardano solo la presenza degli stranieri: sono le diverse impostazioni del linguaggio e dell’apprendimento, per esempio in seguito al massiccio ingresso delle tecnologie nella quotidianità, a richiedere una nuova didattica».

e.p.

Foto di PSP / ABBATE