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Modello Alba da copiare

Sviluppo, competitività, profitto, rinnovamento delle tecnologie e affinamento strategico sono i punti. E se qualcuno avesse da obiettare – la crescita, dicono i critici, prima o poi si dovrà arrestare: le risorse sono limitate e l’accumulazione di pochi implica la privazione di molti –, loro accorciano lo sguardo, dalla scala internazionale a quella locale. Erano molti gli industriali nostrani alla prima edizione dell’Alba forum, l’incontro che venerdì 20 maggio ha saputo adunare il nocciolo imprenditoriale del territorio – gli esponenti delle piccole e medie imprese – nell’intento di creare una rete e negoziare visioni sul presente e sul futuro.

La tenuta Monsordo-Bernardina della famiglia Ceretto fa da scenario. In rappresentanza delle istituzioni interviene l’assessore regionale al lavoro, Claudia Porchietto, annunciando riforme: «La prima riguarda la possibilità per i neolaureati di svolgere il master universitario all’interno delle aziende: si tratta di un’operazione volta a trattenere i cervelli e a offrire l’opportunità alle imprese d’investire sulla formazione». La seconda innovazione ha respiro nazionale. Porchietto: «Il ministro del lavoro Maurizio Sacconi sta pianificando una revisione dell’apprendistato: l’obiettivo è di semplificare il processo, restituendo alle aziende uno strumento divenuto un onere più che un’opportunità».

È poi intervenuto l’assessore al turismo Alberto Cirio il quale, dopo aver denunciato l’insostenibilità del carico fiscale sulle imprese, ha garantito: «Non appena il federalismo fiscale ce lo consentirà, elimineremo l’Irap: la tassa sulle attività produttive tarpa le ali alle industrie del territorio e dell’intero Paese». Che la recessione non sia ancora trascorsa lo si sente “sulla pelle” e lo si deduce dai numeri. Ma il vicepresidente della Provincia, Giuseppe Rossetto, è ottimista: «Siamo tornati ai livelli precrisi », ha annunciato in apertura di convegno. L’ex primo cittadino albese racconta la necessità, da parte delle piccole imprese, d’investire nei mercati promettenti: non l’Occidente,ma «l’America latina e il Sud-Est asiatico ». Alla funzione di volano economico e sociale assolta dalle imprese locali si rivolge pure il pensiero del sindaco Maurizio Marello, il quale ricorda l’imminente (e probabile) approvazione, da parte del Consiglio comunale, del progetto preliminare del Piano regolatore, chiamato a trasformare il volto cittadino. «Due linee hanno guidato i lavori», dichiara Marello: «l’attenzione alla sostenibilità architettonica e ambientale e la valorizzazione del tessuto imprenditoriale: il Piano rispetterà le esigenze di coloro che ogni giorno lavorano per il benessere collettivo ». Intanto, a livello nazionale, si parla di Alba e del cuneese come culle di un modello economico-imprenditoriale da emulare e adottare, simbolo di virtù e risultati.

Matteo Viberti