Termosifoni caldi in stazione

I termosifoni della stazione ferroviaria braidese – che a fine gennaio erano freddi – adesso continuano, anche con temperature esterne abbastanza elevate, a funzionare a pieno ritmo. Giorno e notte. Con un inutile produzione di calore e un indubbio spreco di risorse pubbliche. La protesta parte dai titolari del frequentatissimo bar interno, che spiegano: «Da anni combattiamo con un “muro di gomma”: indipendentemente dalle temperature esterne, i termosifoni sono accesi giorno e notte, riscaldando anche uffici e locali vuoti. Questa gestione dell’appalto calore, oltre a essere onerosa per la collettività, contribuisce anche a peggiorare la nostra qualità dell’aria. Noi poi abbiamo anche il danno dei motori dei frigoriferi, che funzionano a pieno ritmo. Grazie all’interessamento del consigliere comunale Pietro Ferrero (delegato dal sindaco ai rapporti con le Ferrovie) abbiamo già ottenuto che li spegnessero di notte. Ma lungo tutta la giornata i radiatori continuano a essere bollenti».

Concludendo il loro sfogo, sottolineano ancora questo dettaglio: «Purtroppo l’appalto è affidato a ditte che hanno sede a 100 chilometri di distanza da Bra, i cui tempi di intervento a volte sono veramente biblici».

Giovanni Calabrò, funzionario responsabile della manutenzione di tutto il bacino Asti-Cuneo, cui anche la stazione ferroviaria di Bra appartiene, commenta: «Non ero a conoscenza del problema, anche se mi risulta che dopo il 15 aprile il riscaldamento dovrebbe essere disattivato. Informerò i colleghi che si occupano di questo settore, sollecitando il loro intervento sulla caldaia unica, che serve tutta la stazione braidese». Anche il consigliere comunale Pietro Ferrero ha garantito un ulteriore sollecito ai vertici piemontesi, per ovviare a questo inutile spreco.

Valter Manzone