Castello. No alla cordata

A poco più di una settimana dalla proposta avanzata, durante il Consiglio comunale aperto di venerdì 10 giugno, dal commercialista Giuseppe Girello, l’ipotesi di costituire una fondazione ad hoc per l’acquisto del castello di Guarene sembra tramontata.

 

 

Troppo ingenti le cifre in ballo, troppo poco il tempo a disposizione per esercitare il diritto di prelazione (che scade domenica 26 giugno), da parte di un qualsiasi ente pubblico.

Il sindaco Franco Artusio aveva promesso, in Consiglio, di convocare una riunione con Provincia, Regione, Comunità collinare. Una riunione aperta anche agli ex sindaci e all’opposizione che si è tenuta martedì 14, di cui si parlerà nel Consiglio fissato per domani, mercoledì 22. Artusio anticipa quanto emerso nell’incontro: «Riferirò al Consiglio quanto detto dai rappresentanti di Provincia e Regione che hanno constatato come non ci siano tempo e risorse per costituire una Fondazione».

Via libera dunque all’acquisizione del maniero settecentesco da parte dei roerini Guido Artusio (nessuna parentela con il sindaco) e Marco Gallo, legali responsabili della società Sical Hotel. La nuova proprietà ha incontrato, nei giorni scorsi, il Sindaco, confermando quanto dichiarato un mese fa a Gazzetta.

«Gli acquirenti hanno dato completa disponibilità per una futura collaborazione con il Comune», ha spiegato il Primo cittadino. «Alcuni spazi saranno condivisi, il castello sarà restaurato, riportato all’antico splendore e riaperto alle visite. Puntiamo alla stipula di convenzioni come fatto recentemente con la fondazione Sandretto Re Rebaudengo per una collaborazione, si spera, duratura e florida tra pubblico e privato».

Sulla stessa lunghezza d’onda la Provincia rappresentata dal consigliere Marco Perosino: «L’ente che rappresento ritiene che sia praticabile solo una collaborazione con l’acquirente privato per una gestione congiunta; l’idea della Fondazione, seppur lodevole, imporrebbe costi di gestione non sostenibili per gli enti pubblici».

Un’ipotesi di collaborazione caldeggiata anche dall’assessore regionale Alberto Cirio: «La Regione è disponibile a fare la propria parte ma con buon senso e ragionevolezza. Ho appreso che per comprare il bene, ristrutturarlo e fare un piano industriale per la gestione sono necessari 20 milioni di euro. Una cifra non compatibile con i conti pubblici e le emergenze del momento. Condivido l’ipotesi del Sindaco di trovare un accordo con i proprietari per garantire l’utilizzo pubblico del castello».

Marcello Pasquero