Centro sanitario in Benin grazie all’aiuto braidese

Un centro sanitario intitolato al braidese San Giuseppe Benedetto Cottolengo, con all’ingresso lo stemma a doppia croce della città di Bra. Tutto attorno, nessuna acacia o tralci di vite tipicamente roerini, solo il paesaggio subsahariano di Korobororou, nel Comune di Parakou in Benin. Una delegazione della città della Zizzola ha visitato nei giorni scorsi l’importante realizzazione portata avanti grazie al contributo regionale e comunale del progetto “Primavera africana”, l’attività di cooperazione internazionale seguita da don Max Lafia, da poco tornato nel Paese d’origine dopo esser stato per cinque anni parroco di Bandito.

Per questo motivo, rappresentanti del mondo del volontariato, delle comunità parrocchiali e delle istituzioni sono partiti, a proprie spese, da Bra alla volta del Benin per accertarsi dello stato dei lavori e per partecipare alla cerimonia di inaugurazione, che ha coinvolto numerose autorità. Tra i partecipanti, l’assessore della città di Bra Giovanni Fogliato, il presidente del Consiglio comunale Fabio Bailo e il consigliere comunale delegato ai rapporti di gemellaggio Lino Ferrero.

«In cinque mesi è stato possibile completare un istituto così importante per i giovani e le famiglie di questo territorio. Per questo mi ha fatto molto piacere come gli sforzi fatti dall’Italia per sostenere l’iniziativa siano stati apprezzati e valorizzati, con il tricolore che ha campeggiato lungo l’intera cerimonia di inaugurazione », ha dichiarato l’assessore Giovanni Fogliato. Che aggiunge: «È stato un viaggio dal forte coinvolgimento emotivo e umano, in un Paese povero ma dove si coglie davvero la voglia di riscatto, valorizzando istruzione e sanità».

Gli amministratori locali hanno poi sottolineato la grande capacità organizzativa verificata in Benin nella gestione dei fondi e del materiale raccolto per allestire la struttura di accoglienza per cinquanta bambini, tanto che sono ipotizzate nuove iniziative per il futuro, creando un vero e proprio rapporto di gemellaggio tra Bra e la città dove don Max ora opera. Future iniziative che potranno usufruire di un nuovo contributo concesso dalla Regione per 20.000 euro, cui se ne aggiungeranno 12.000 di fondi comunali.

Il nuovo passo della “Primavera africana” prevede interventi in tema di sviluppo agricolo e rurale, oltre a promuovere attività di autoimprenditoria, così come iniziative in materia di sicurezza alimentare e igienico-sanitaria indirizzata, in special modo, alle giovani mamme e per la lavorazione e la conservazione degli alimenti.