Prg, via le auto dal centro

Il Piano regolatore finalmente viene discusso in Consiglio comunale. Quando? L’iter si concluderà entro il suo mandato? (La domanda è rivolta al sindaco di Alba Maurizio Marello).

«Contiamo di presentare in Consiglio il progetto preliminare entro la prima decade di luglio. Se a partire da quel momento l’iter procedurale potrà svolgersi senza intoppi, riteniamo di poter varare il nuovo Piano regolatore entro questa legislatura. Il Piano è in ritardo, è vero. Lo è anzitutto rispetto ai tempi della città, cui il Piano era stato promesso nel 2003, lasciando poi trascorrere sei anni senza approdare a nulla. Quando sono stato eletto, ritenevo di poter agire con più rapidità e mi sono sbilanciato in qualche previsione ottimistica. Poi la fase di ascolto e di riflessione ha richiesto assai più tempo del previsto, ma non ne sono pentito. Penso che così siamo giunti a un prodotto migliore, in tempi congrui»

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Quali sono le tre principali novità del nuovo strumento urbanistico? E che cosa porterà alla città?

«Il nuovo Piano si propone di guidare lo sviluppo di Alba almeno per i prossimi venti anni. Porterà uno sviluppo più ordinato e meno caotico, mirando a costruire una città sempre più ricca di servizi, vivace ma vivibile. Le novità? Anzitutto, il disegno di un completo sistema di nuovi assi stradali pensati per allontanare dal centro abitato il traffico di passaggio che lo attraversa con risultati di congestione e di inquinamento assai pesanti.

Poi, la previsione – già del resto anticipata da una serie di provvedimenti degli ultimi mesi – di aree di non indifferente estensione da destinare a una edilizia accessibile anche alle famiglie di reddito mediobasso.

 

Ancora, l’individuazione di zone in cui concentrare una serie di servizi utili allo sviluppo di una vocazione al turismo fieristico e congressuale – le novità sull’area Miroglio in corso Asti non dovrebbero mancare, ndr – cui forze significative attribuiscono grandi possibilità di crescita.

E, se mi permette di indicare una quarta novità, il disegno urbanistico nuovo di intere fette di città (dall’attuale ospedale alla zona finora sede dell’Egea e a tutta l’area della ex caserma Govone, per citarne solo alcune), che potranno cambiare il volto e le modalità d’uso della città stessa».

Se lo avesse avviato lei, il Prg sarebbe stato differente?

«Rispetto al progetto elaborato sotto le direttive della Giunta di Giuseppe Rossetto, abbiamo apportato non poche correzioni. In primo luogo abbiamo ridimensionato di molto quello che ora viene chiamato “consumo di territorio”, mantenendo la destinazione agricola di vaste aree su cui prima era stata prevista l’urbanizzazione. Poi, abbiamo in molti casi ridotto la densità edilizia prevista per nuovi interventi. Ci sembra un Piano che ha l’ambizione di migliorare la qualità di vita degli albesi».

Che cosa si rimprovera? E che cosa rimprovera all’amministrazione Rossetto?

«Mi pare di aver detto quanto penso. So che il progetto non è perfetto. Ma ci sarà modo e tempo di apportare quelle correzioni che il dibattito dimostrerà utili. Approvare il preliminare del Piano è un atto fondamentale dell’Amministrazione. Voglio guardare avanti, al futuro. Il giudizio sulla precedente Amministrazione lo hanno già espresso gli elettori due anni fa».

Maria Grazia Olivero