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Sito Acna: altre incertezze

Sembra sfumata l’ipotesi di realizzare nel sito Acna una piattaforma logistica legata al porto di Savona. Nei giorni scorsi è stato annunciato che la struttura retroportuale sorgerà nei pressi di Mondovì, nelle ex aree Cobra, scelte per il fatto di avere binari ferroviari interni. Proprio come l’Acna. Ma, a differenza del sito di Cengio, quello monregalese è utilizzabile in tempi più rapidi (si parla del 2012), mentre su quello ligure regna l’incertezza.

Il sindaco di Cengio Ezio Billia afferma: «Non sono in grado di dire se l’ipotesi di realizzare una struttura retroportuale a Cengio sia decaduta. Potrebbe anche trattarsi di due cose diverse e che una non escluda l’altra. Posso però dire che una parte dell’ex Acna sarebbe già utilizzabile, ma che tutto è fermo finché non si troverà un accordo tra le Regioni e il Ministero dell’ambiente del quale si parla da mesi».

La scorsa settimana, a causa del lungo ponte del 2 giugno, non è stato possibile contattare i vertici dell’Autorità portuale di Savona per conoscere le ragioni della scelta di Mondovì. «Non conosco i dettagli della vicenda, ma sicuramente rappresenta un’occasione persa e un freno alle possibilità di sviluppo della Valle», osserva il sindaco di Saliceto Enrico Pregliasco, il quale sottolinea un altro aspetto che sta ostacolando il rilancio della vallata: «L’Eni pare non sia disposta a cedere l’area se non sarà svincolata da ogni responsabilità in caso di inquinamento futuro. Ma ciò non è possibile: è lei ad aver inquinato e non può pensare di uscirne senza responsabilità».

D’altronde, la linea della proprietà era già stata evidenziata nell’ottobre scorso a Cengio dal vicepresidente di Syndial Leonardo Bellodi, che disse di volere in azienda sempre più ingegneri e sempre meno avvocati. Ossia: meno contenziosi ci sono e meglio è. Sul futuro del sito Acna è anche stata presentata di recente un’interpellanza da parte del consigliere provinciale savonese Marco Caviglione (Idv), mentre il presidente del’associazione Valbormida viva Ilvo Barbiero lancia una proposta-provocazione per il futuro della zona. «Suggerirei ai sindaci di coinvolgere nuovamente l’ex commissario Leoni. Innanzitutto è uno a cui interessa il risanamento della Valle; inoltre, è preparato e determinato. Infine, così facendo, gli amministratori si “tolgono dai piedi” un avversario scomodo», osserva Barbiero riferendosi alla procedura d’infrazione avviata a livello comunitario, nata da un esposto del Wwf, organizzazione di cui Leoni è presidente nazionale.

Corrado Olocco