Test ad Alba per Golubev

Il terzo test di conoscenza della lingua italiana per stranieri si è tenuto sabato scorso al Alba, presso il Centro territoriale permanente (Ctp) di via De Amicis. Dei quaranta iscritti si sono presentati in trentatré. Ragguardevole il risultato: tutti promossi. Molto soddisfatto Giuseppe Cencio, il dirigente del terzo Circolo che gestisce anche le attività del Ctp, il quale spiega: «Il livello degli esaminati era buono, anche per via del loro grado di specializzazione: i meno scolarizzati avevano comunque otto anni di istruzione all’attivo, ovvero tutti avevano frequentato la scuola dell’obbligo nel proprio Paese ». Il test serve per valutare le competenze e la conoscenza scritta e orale dell’italiano degli stranieri non comunitari che intendano richiedere il permesso di soggiorno di lungo periodo. Tra i requisiti richiesti, l’abitare in Italia da almeno cinque anni. Il test, da svolgersi in forma scritta, si articola su tre prove: una di comprensione orale, con domande scritte sul testo; una di comprensione scritta e la terza, più complessa, di interazione, con una produzione scritta, sulla base di una situazione richiesta.

La sessione di maggio vantava, tra gli esaminati, la presenza di un personaggio del mondo dello sport: il giovane tennista di fama mondiale Andrey Golubev, classe 1987, numero trentasei delle classifiche Atp, da anni residente a Bra. Attualmente impegnato all’estero in una competizione, il “kazako di Bra” è rientrato in Italia per il test ad Alba, ed è dovuto ripartire per la partita del giorno dopo. Il campione ha brillato anche per la conoscenza della nostra lingua, con un bel 100/100, risultato facilmente pronosticabile, data l’ottima conoscenza della lingua di Golubev, da anni in Italia.

C’è chi si domanda se non sia eccessiva la richiesta. Un concetto ribadito, tra gli altri, da Luciana Littizzetto a Novello proprio nei giorni scorsi. La nota comica torinese, ospite di Collisioni, durante il suo spettacolo ha espresso dissenso con la verve che le è propria: «Ci sono politici in televisione che sbagliano il congiuntivo nonostante il gobbo: è il caso di pretenderne la conoscenza da stranieri che poi andranno a fare il fornaio o l’operaio?». Abbiamo girato la domanda agli organizzatori del test. Per Bruno Bruna, vicepresidente della Commissione e presidente delegato nell’ultima sessione, l’esame non è difficile, sebbene si svolga in forma scritta: «Il test è semplice, la conoscenza della lingua richiesta, un livello A2 del quadro di riferimento europeo, è di base, corrisponde a quella posseduta da un bambino italiano alla scuola elementare. Per il superamento della prova chiediamo la capacità di comunicare nella quotidianità, senza l’uso di lessico specifico». A dargli ragione sono gli esiti delle prove, finora positivi in tutte le sessioni. Va detto, inoltre, che il candidato deve aver vissuto per almeno cinque anni nel nostro Paese, quindi una conoscenza della lingua è solitamente già acquisita.

Per Giuseppe Cencio, il rischio di un’eccessiva difficoltà potrebbe esserci, data la forma scritta, ma nel caso del Centro territoriale albese, l’esperienza pluriennale e la flessibilità riescono a ovviare al problema: «Siamo flessibili nel valutare le situazioni, e a coloro i quali dimostrano difficoltà non gravi nello scritto diamo la possibilità di recuperare all’orale». Sabato, in presenza di uno scritto non brillante, in 4 sono stati “rimandati” a un’ulteriore prova orale, peraltro da tutti superata.

Una volta corrette le prove, il Ctp comunica i risultati alla Prefettura, che li inserisce nel sistema informativo del Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del Ministero dell’interno. Se non superato, il test può essere ripetuto, ripresentando la domanda. La prova linguistica viene indetta ogni volta che il numero di iscritti è raggiunto (40 i posti a disposizione); in considerazione del numero di immigrati, se ne prevedono quindi presto circa otto l’anno. La richiesta di partecipazione dev’essere inoltrata alla Prefettura. La prossima sessione è prevista per il 25 giugno.

Elisa Pira