Centro Ferrero, vittima dei tagli

A un anno e mezzo dall’ingresso al centro Ferrero, Margherita Artusio ha voluto portare all’attenzione dell’Amministrazione albese il percorso svolto.

 

 

Così, martedì scorso, la quarta Commissione consiliare presieduta da Luigi Garassino si è riunita per ascoltare la presidente del Centro di riabilitazione di via De Amicis, presente anche il sindaco Maurizio Marello. Il percorso del Centro di riabilitazione è stato ed è complesso. Alle difficoltà iniziali che una struttura in fallimento comporta se ne sono aggiunte altre, non ultima la mancanza di risposte da parte delle istituzioni.

«Il mio ingresso al Ferrero ha coinciso con la crisi sanitaria. So che la contingenza è generale e sono tante le aziende che ne soffrono, ma un’impresa che esce da un fallimento ne risente maggiormente», ha affermato Artusio. Il primo anno è stato duro: si sono resi necessari investimenti per l’ammodernamento della struttura, ma a queste spese non sono corrisposte entrate, con una conseguente perdita di gestione.

«Il bilancio 2010 si è chiuso in lieve perdita, ma abbiamo onorato gli impegni assunti con le banche», ha spiegato la Presidente. Ora è necessario che il Centro inizi a camminare sulle sue gambe. Artusio: «Non vogliamo lanciare allarmismi, ma in virtù dell’obiettivo di trasparenza che ci siamo prefissati vogliamo che tutti siano informati sull’andamento e sulle problematiche del Centro. Abbiamo aperto il dialogo con le istituzioni e siamo in attesa di risposte».

Artusio ha definito i rapporti con le istituzioni locali «confusi»: «Siamo trattati come privati, ma forniamo un servizio alla comunità».

La posta in gioco è anche il lavoro di circa 150 persone. «I rapporti con il personale sono ottimi e con i sindacati c’è trasparenza », ha ripetuto più volte Artusio, rispondendo al consigliere Giovanni Panero, il quale si è ricollegato ai temi del recente fallimento. Artusio: «Il problema è nella carenza di risorse. Ritengo comunque di farcela, se le istituzioni c o m p e t e n t i prenderanno in mano la situazione ».

La struttura è sottoutilizzata a causa della carenza di fondi. Ha spiegato il consigliere Roberto Giachino, presidente del consorzio socio-assistenziale Alba, Langhe e Roero: «Strutture come il Ferrero non hanno un mercato privato, ma dipendono dai finanziamenti pubblici. Ecco la contraddizione: la domanda c’è, ma a causa dei tagli, non vengono stanziati fondi e i posti restano vuoti, perché mancano gli euro per pagare le rette».

Il settore della riabilitazione – quello in cui il Centro è specializzato – desta le maggiori preoccupazioni. Ha proseguito Artusio: «Il personale c’è, con assistenza garantita ventiquattro ore al giorno, ma non raggiungiamo l’occupazione dei posti letto – oggi gli ospiti sono 28 su 40 – disponibili»: ciò si traduce in mancati introiti, a fronte di un costo del personale a pieno regime.

«Non nascondo che le problematiche sono immani, specie se la Regione deciderà di continuare a tagliare sulla sanità», ha proseguito Artusio. Tuttavia, non mancano segnali positivi: «Vantiamo ottimi rapporti con le famiglie dei pazienti. Ci avvaliamo della collaborazione di terapisti capaci, eroghiamo un servizio grazie al quale ci siamo guadagnati la fiducia delle Asl. Il controllo di gestione è accurato, ma la situazione finanziaria è difficile».

I commissari si sono dichiarati interessati e ben disposti, ma il Comune non è in grado di risollevare le sorti economiche della struttura. Il sindaco Maurizio Marello: «Siamo consapevoli delle difficoltà del Centro, il cui futuro ci sta a cuore e non capiamo dove la Regione voglia andare a parare. Negli ultimi sei mesi sono state fatte ipotesi diverse, ma senza assumere decisioni chiare. Stiamo difendendo l’Asl e il Consorzio socio-assistenziale per impedirne lo scioglimento (già avvenuto a Bra). Il problema è comune in Piemonte. Stiamo navigando a vista in un mare d’incertezze».

Elisa Pira