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Fiera: amore contro crisi

L’amore va oltre la crisi. Una convinzione, più che un motto, fa da copertina all’ottantunesima Fiera internazionale del tartufo bianco d’Alba, forte del potere mediatico dell’eros. «Ci riferiamo all’amore come desiderio, come dono, come filìa, amicizia e convivialità che la tavola sa creare», ha spiegato il presidente dell’Ente fiera Antonio Degiacomi alla conferenza stampa di presentazione svoltasi giovedì 21 presso il castello di Grinzane Cavour. Alle sue spalle è proiettato un letto, su un minimale sfondo nero, in cui giacciono forchetta e coltello. Sul copriletto, non a caso un tovagliolo, è appoggiato un tartufo, lì per ricordare ai potenziali turisti quegli effetti afrodisiaci della “pepita” profumata.

«Reali o presunti che siano», ha aggiunto Degiacomi, annoverando la mostra Eros e tartufi tra i tanti appuntamenti di quest’anno. Tra le novità il solenne “sì” di Slow Food, che, come commenta l’assessore alla cultura albese Paola Farinetti, «per la prima volta passa il Tanaro ed entra a collaborare con la Fiera», e una seconda categoria per il Palio degli asini. Accanto ai soliti maldestri e impacciati ciuchini correranno – e chissà se correranno – dei più atletici asinelli.

Un’operazione che ha contribuito ad aumentare lo sforzo economico per la sicurezza sugli spalti: saranno spesi 30.000 euro in più. A conferire alla Fiera il titolo di “edizione sociale”, la “cena al buio”, organizzata dall’Unione ciechi e ipovedenti di Cuneo, il mercatino di Libera terra, con i frutti delle coltivazioni realizzate sui terreni confiscati alle mafie, e quello dei prodotti del carcere, che metterà in vetrina alcune delle più significative realtà lavorative delle comunità penitenziarie italiane, dal Piemonte alla Sardegna.

Immancabile sarà il vino Valelapena della Casa circondariale di Alba. Rinconfermata a pieni voti la Maratona fenogliana, che al suo secondo anno propone la lettura integrale de L’imboscata, mentre continua in undici sale del Palazzo delle mostre e dei congressi l’esposizione Le Langhe di Camillo Cavour.

Sono attesi ospiti Luis Sepúlveda per Collisioni, Valerio Berruti quale pittore del Palio, il direttore della Stampa Mario Calabresi, protagonista della cerimonia d’inaugurazione del 7 ottobre, che da tradizione anticipa di un giorno l’apertura del Mercato del tartufo nel cortile della Maddalena.

Sul “tartufo dell’anno” è meglio non farsi illusioni. Roberto Benigni ha gentilmente rifiutato il Tuber e attualmente l’unica icona “papabile” è la celeberrima cantante Madonna, buttata lì dall’assessore regionale Alberto Cirio, tra una battuta ironica sull’immagine poco gaudente di quest’edizione della Fiera e un ringraziamento dovuto ai tanti volontari dei borghi. L’ipotesi è di tentare l’improvvisata, muniti di tartufo, sulla scia del successo ottenuto con Sting.

«La Regione ha riconfermato il contributo dello scorso anno », ha aggiunto Cirio. Ma il presidente dell’Ente Fiera ha specificato a Gazzetta: «Abbiamo ricevuto gli stessi fondi, ma vincolati dall’investimento di 50.000 euro di questi per le Olimpiadi delle città gemelle».

Chiara Cavalleris

foto di S. Marcato