Graffiti sugli scarabocchi

Un laboratorio per imparare, conoscersi e trasformare in opera una bruttura della città. Il grigio sporco e nel tempo involgarito dalle scritte dei passanti del “tunnel” dei giardini Gescal sarà presto irriconoscibile, grazie all’Alba urban art action, organizzata dall’educatore di strada Daniele Sugliano, in collaborazione con il Comune e i l Consorzio socio- assistenziale. Un’attività che vedrà il writer Zebo e i suoi amici della geleocrew insegnare, a chiunque lo voglia, la tecnica dei graffiti, con le bombolette su muro, e l’aerosolart, che si basa sull’utilizzo di bombole spray esclusivamente a mano libera, su qualsivoglia superficie. Il laboratorio si terrà in corso Piave 81/85, nei pomeriggi di venerdì 5, alle 14.30, con successiva merenda e festa hip-hop, e 12 luglio, a partire dalle 17.

«Daremo mano libera ai ragazzi, per vedere che cosa sapranno e vorranno realizzare e verificheremo successivamente, dalle immagini scattate durante il laboratorio, i risultati tangibili della bella iniziativa», spiega Gianfranco Mancardi, collaboratore e padre di Zebo. Le iniziative legate all’Urban art, ovvero all’arte che si manifesta nei luoghi pubblici, nell’albese sono molteplici: si pensi ai corsi tenuti in zona H, al contest di piazza S. Paolo, organizzato all’interno della Settimana della comunicazione, o al laboratorio di country art organizzato a Lequio Berria. «Stiamo pensando addirittura a un convegno. Si tratterebbe di riflettere, sia sul piano artistico che psicologicocomunicativo, su che cosa questi ragazzi, ritenuti spesso ed erroneamente passivi e vuoti, vogliano dirci con i loro complessi grafismi, tracciati a bomboletta sui muri della città. È vero, a volte lo fanno illegalmente, ma in attesa che una società civile e un po’ più attenta offra loro momenti come questi e spazi legali in cui esprimersi».

Chiara Cavalleris