Tra opposte posizioni nasce la Consulta stranieri

È stata votata nel Consiglio comunale di lunedì 18 luglio la costituzione della Consulta dei cittadini stranieri. Bra avrà quindi una Consulta dei cittadini stranieri, che entrano così maggiormente nel tessuto sociale sentendosi più inseriti e portando il loro carico di esperienze.

La Consulta braidese sarà composta da dieci rappresentanti delle diverse etnie presenti in città, attraverso una loro regolare elezione sulla base della diversa provenienza geografica, e da tre rappresentanti del Comune. Il Sindaco della città di Bra avrà la funzione di presidente, in collaborazione con due consiglieri comunali, designati dai gruppi di maggioranza e di minoranza.

Attualmente sono residenti a Bra 3.720 cittadini stranieri, di cui 2.834 maggiorenni, e rappresentano il 12,5 per cento della popolazione.

Durante la discussione della delibera Marco Moda, capogruppo di Impegno per Bra, ha così commentato: «È un numero rilevante e significativo, per cittadini che oggi non hanno spazio negli organi istituzionali». Di diverso parere Federico Dellarossa, capogruppo Pdl, che ha affermato: «Esistono già degli strumenti per consentire agli stranieri di partecipare alla vita della città. I comunitari hanno diritto di voto e possono candidarsi alle elezioni amministrative. Possono partecipare alla vita di quartiere, facendo attività nei diversi comitati che già esistono».

Anche Valter Bergesio, capogruppo della Lega nord, ha espresso criticità e ha ricordato come «non è così che si ottiene l’integrazione, attraverso una consulta che servirà solo a riempire le pagine di qualche giornale locale. L’integrazione si realizza con la vita dei quartieri, delle associazioni e, soprattutto, attraverso la buona volontà».

Davide Tripodi, capogruppo di Bra domani, ha affermato: «Un’integrazione fatta dall’alto non funziona, un tempo si parlava di meridionali, oggi di stranieri. Facce nuove ma stesse paure. L’integrazione dei meridionali è venuta semplicemente vivendo nelle nostre città e facendo quello che anche gli altri facevano». Di parere diverso il consigliere Lino Ferrero (Udc) per il quale «è uno strumento in più per chi vorrà integrarsi, giusto metterlo a disposizione ». Anche Christian Damasco (Con Sibille per Bra) ha commentato favorevolmente la nascita della consulta.

La deliberazione è stata approvata con il voto favorevole dei gruppi di maggioranza, l’astensione di Progetto Bra e il voto contrario di Pdl, Lega nord e Bra domani.

Franco Burdese