Su questo sito utilizziamo cookie tecnici.

«Ve lo dico io che cosa non va in città»

La passata settimana abbiamo intervistato il sindaco di Alba Maurizio Marello allo scoccare dei due anni del suo insediamento amministrativo.

Oggi diamo la parola al capogruppo dell’opposizione in Consiglio comunale, Carlo Castellengo (Popolo della libertà).

L’Amministrazione Marello, dopo due anni di operato, giudica positivi i risultati ottenuti in ambito urbanistico (per quanto riguarda il nuovo Piano regolatore) e sociale: come vede il centro-destra questi due temi, Castellengo?

«Il Piano regolatore è stato in letargo per oltre un anno e solo dopo la decisione del Consiglio di Stato in merito al ricorso presentato dai consiglieri comunali esclusi (il riferimento è alla vicenda elettorale 2009, ndr), è stato preso in esame dall’Amministrazione comunale, che ha apportato alcune modifiche ma ha conservato l’impianto originario del documento. Recentemente è stato richiesto dal Sindaco un rapido esame per approvare il Piano nel mese di luglio. Poiché siamo a ridosso del periodo feriale e le osservazioni devono essere presentate entro trenta giorni dall’adozione dello strumento urbanistico, riteniamo inopportuno far decorrere i termini nel periodo estivo. Crediamo che il Consiglio comunale debba rinviare la discussione a inizio settembre, in modo da avere più tempo e il maggior numero di presenze possibili ».

Se il Consiglio comunale sarà convocato il 15 luglio per parlare di Prg come vi comporterete?

«Al momento non ho ricevuto convocazioni. Il sindaco Marello ritiene che il 15 luglio possa essere la data giusta, ma sarà il Presidente del Consiglio comunale a fissare la seduta, valutando la situazione. Il Piano regolatore va ancora approfondito: sono stati operati tagli rispetto al documento passato, dei quali occorre capire la congruità e l’equità».

Quali sono gli aspetti più problematici della città?

«L’aspetto a cui prestare più attenzione è legato allo sviluppo, che passa attraverso la formazione, la realizzazione di idonee infrastrutture e la creazione di inedite occasioni di occupazione sul fronte turistico, commerciale, artigianale e industriale. Mi pare che la nuova maggioranza consiliare continui a comportarsi come se fosse ancora all’opposizione e cerchi di giustificare e magnificare pure i provvedimenti di ordinaria amministrazione. Basti pensare che, nell’ultimo anno, sono state approvate ben sei variazioni di bilancio, un numero superiore rispetto a quelle assunte dalla precedente compagine.

Tuttavia, l’attuale maggioranza aveva sempre – e vivacemente – contestato le variazioni proposte dall’Esecutivo di Giuseppe Rossetto. Incoerenze a parte, possiamo dire che la Giunta si è dimostrata poco motivata ad affrontare taluni problemi: il Piano regolatore, la realizzazione del parcheggio interrato in piazza San Paolo, le modifiche a manifestazioni quali la Fiera del vino di primavera (che in precedenza non gravava sulle casse comunali, oggi invece pesa sul bilancio in maniera sensibile) ».

I ricorsivi tagli ai finanziamenti comunali, oltre ai vincoli economici imposti dal Patto di stabilità, non le pare impediscano di amministrare serenamente?

«Come abbiamo più volte ribadito in Consiglio comunale, la sfida da cogliere in questo periodo di minore disponibilità economica (anche per gli enti superiori) è di aumentare l’efficienza delle amministrazioni, ridurre i costi e ricorrere a una progressiva razionalizzazione delle risorse (economiche e personali) a disposizione: il tutto finalizzato a potenziare e perfezionare i servizi per i cittadini.

Si tratta di una sfida che l’industria ha già raccolto, per poter essere competitiva sui mercati internazionali. Le risorse a disposizione di Maurizio Marello, stante il ridotto indebitamento ereditato dalla precedente Amministrazione, permettono di far fronte alle esigenze. Ciò che è più problematico non è il famigerato Patto di stabilità, ma il fatto che esso si fondi su un presupposto mutevole e cangiante nel tempo, tanto da vanificare qualsiasi programmazione delle spese a lungo termine».

Quali investimenti farebbe, se toccasse a lei?

«Come più volte ricordato, le infrastrutture stradali sono quelle che meritano la maggiore attenzione. Prima di tutto avvierei lo studio di fattibilità relativo alla nuova strada tra la rotonda di Piana Biglini, Scaparoni e Corneliano: una valida alternativa a corso Canale. Poi si dovrebbe completare, con un ridotto investimento, la strada lungo il fiumeTanaro. Parliamo di opere che consentirebbero una fluidificazione del traffico alla rotonda del Rondò, il congiungimento della rotatoria all’ingresso della città con corso Europa e la realizzazione dell’incrocio in corso Cortemilia. Infine, va completato in tempi brevi l’intervento sulla Maddalena, un’opera cruciale per l’intero assetto urbano».

Matteo Viberti