Su questo sito utilizziamo cookie tecnici.

“Zona franca” per l’Acna?

La scorsa settimana è stata piuttosto “movimentata” per la Valle Bormida. Prima, l’ipotesi di realizzare una centrale a carbone nel sito Acna; poi la presentazione, venerdì mattina a Savona, di una proposta di legge del Pdl per l’istituzione di una “zona franca produttiva” per i Comuni in cui sono presenti siti contaminati di interesse nazionale (in Liguria, sono tre: l’area “Stoppani” di Cogoleto, l’Acna di Cengio e la discarica di Pitelli, a La Spezia).

La proposta di legge prevede che l’istituzione della zona franca sia stabilita dal Ministero degli interni in accordo con i Ministeri dell’economia e dello sviluppo economico. In queste aree le attività produttive che perseguono finalità occupazionali, di riequilibrio territoriale e recupero ambientale riceveranno, per dieci anni, agevolazioni fiscali e bancarie, contributi e vantaggi nell’assunzione del personale. Per la gestione della “zona franca” è prevista l’istituzione di un consorzio tra enti pubblici e privati.

Ha commentato il presidente della Provincia di Savona Angelo Vaccarezza: «In questo progetto vedo un’agevolazione per il futuro di Cengio. La proposta di legge prevede infatti la possibilità di avere contributi nazionali, fino a un massimo di 20 milioni di euro per ogni sito». Resta da capire se nella “zona franca” rientra anche il Piemonte. Il documento della Provincia di Savona parla di Comuni in cui sono presenti siti contaminati di interesse nazionale, per cui potrebbe entrare in gioco anche Saliceto, identificato del 1998 assieme a Cengio come sito di interesse nazionale da bonificare.

L’annuncio della proposta di legge per favorire il rilancio economico dell’area di Cengio non smentisce la notizia circolata la scorsa settimana relativa all’ipotesi di realizzare una centrale a carbone nel sito Acna. A sollevare la questione è stato il consigliere provinciale Marco Caviglione (Italia dei valori). «Ho chiesto chiarimenti in commissione e non ho ricevuto né conferme, né smentite. Sospetto che ci sia qualcosa di vero, anche se, con l’ampliamento della centrale di Vado e quella presente a Cairo, un altro impianto nel savonese mi sembra inverosimile », afferma Caviglione.

Perplesso il sindaco di Cengio, Ezio Billia: «Non so se sia vero, ma chi ha prospettato questa soluzione è fuori dalla realtà. Ringraziamo per l’interessamento, ma ne facciamo a meno». Billia ribadisce comunque la necessità di poter riutilizzare il sito in tempi brevi: «Abbiamo chiesto assieme ai 16 Comuni piemontesi un incontro con il Ministero dell’ambiente per discutere il riutilizzo dell’area e la questione del danno ambientale».

Decisamente contrario alla centrale il presidente dell’associazione Valbormida viva Ilvo Barbiero: «Siamo favorevoli all’utilizzo del sito per produrre energia solare, ma siamo contrari alla centrale. Nel 1994 presentammo le controdeduzioni al Re-Sol: se sarà necessario, per opporci alla centrale tireremo di nuovo fuori quella documentazione».

Corrado Olocco