170 mila visitatori a Cheese

«Questa edizione di Cheese ha evidenziato come siano moltissimi i giovani che hanno a cuore il mondo del lattiero-caseario. E tanti di loro, soprattutto stranieri, hanno portato a Bra i loro prodotti. Anche la città è stata straordinariamente accogliente», così Carlin Petrini, presidente internazionale di Slow Food, commentando l’ottava edizione della mostra internazionale dei formaggi, che si è conclusa lunedì sera.

L’evento ha richiamato a Bra almeno 170 mila visitatori, che hanno calpestato i 3.149 metri quadrati del mercato, hanno partecipato ai 40 laboratori del latte e del gusto, agli 8 convegni o ai 25 appuntamenti letterari nel cortile di via Mendicità. Fortissima la presenza di stranieri: tanti i tedeschi, i francesi, gli inglesi, gli spagnoli e i residenti nei Paesi dell’Est. Ma anche il “Sol levante” era rappresentato: a Cheese bimbi Hisae Shinohara e Michiko Kobayashi, ricercatrici mediche, che si occupano di alimentazione all’Università di Miyazaky (Tokio) accompagnate dall’interprete Rie Okuyama (originaria di Tokio, residente in provincia di Novara) hanno cercato di carpire i segreti dei laboratori della pizza, dei dolci, della pasta fatta a mano, della frutta, del pane e del miele, per poterli trasmettere a gruppi di docenti della scuola primaria, che avranno il compito di educare i loro piccoli allievi ad apprezzare il cibo di qualità.

Tra gli stand, che proponevano i formaggi del pianeta, anche quello del produttore roerino Andrea Rossano, che ha portato la robiola di capra più grande del mondo (30,800 chilogrammi) che sarà poi inviata a Tokio dove verrà consumata a fine mese in abbinamento ai pregiati vini del Roero.

Valter Manzone