Degiacomi «Meno soldi dall’alto più idee dal basso»

Il presidente dell’Ente fiera internazionale del tartufo bianco d’Alba, Antonio Degiacomi, dipinge l’immagine di una Fiera difficile, organizzata con una minore disposizione di fondi rispetto all’anno trascorso (gli «enti superiori» hanno stretto la cinghia), ma arricchita di numerose novità. Soprattutto i sabati foodies, sezione dedicata all’approfondimento gastronomico.

«Ci sono quattromila raccoglitori in Piemonte, milleduecento in provincia di Cuneo. Molti offrono direttamente i tartufi a clienti privati e a ristoratori, ma gran parte del prodotto viene acquistato dacommercianti. Pareva che la raccolta dovesse cominciare dal 1° ottobre, poi è stata fatta (discutibilmente) retromarcia e si è tornati alla possibilità di raccogliere i tartufi dal 15 settembre. È presto però per dire quale sarà la quantità e il livello dei prezzi: soprattutto a causa dell’imprevedibilità meteorologica, solo con l’avanzare dell’autunno avremo una situazione definita. D’altra parte, la decisione presa lo scorso anno, e confermata quest’anno, di cominciare la Fiera una settimana più tardi va nella direzione di garantire meglio quantità e qualità nel mercato del tartufo all’interno del cortile della Maddalena. Ricordo inoltre che la costante presenza dei giudici formati dal Centro nazionale studi tartufo – oltre al sacchetto nominativo e lo sportello consumatori – garantiscono l’acquirente sulla qualità. Con l’aiuto della Regione cercheremo di far crescere il Truffle club, il numero di ristoranti che si impegna ad applicare uno stile di servizio e un’etica in tema di tartufo».

Un’altra novità importante di quest’anno sono i sabati foodies. Di cosa si tratta? Da dove nasce l’idea?

«Oltre alle varie migliorie, ci è parso importante sviluppare la parte di approfondimento per gli appassionati, una sezione che in America chiamano foodies. L’etichetta rimanda a un numero crescente di persone che amano il buon cibo,ma che desiderano anche incrementare la loro conoscenza su comesi produce, sucomesi cucina, sulle particolarità e sulle origini. L’obiettivo finale è di far divenire il palazzo dellemostre e dei congressi Giacomo Morra un luogo di riferimento per l’analisi sensoriale del tartufo, per le degustazioni dei vini, per i laboratori. Quest’anno spicca la presenza, il sabato precedente il Palio, dei Presìdi Slow Food e di due Laboratori del gusto. In ogni sabato di Fiera, nello spazio Specialità alimentari di piazza Risorgimento, si terrà un tema di racconto e di degustazione (la pasta, i formaggi, l’acciuga, il cioccolato, la carne, la nocciola) in abbinamentoaungrande vino selezionato dalle nostre Enoteche regionali. Nel fine settimana dei Santi, inoltre, si terrà una rassegna dedicata alla nocciola, in collaborazione con l’alta Langa. Di grande interesse anche il convegno (nello spazio Miroglio) sulla comunicazione enogastronomica ai tempi di Internet e dei food bloggers».

Nuove idee a fronte di una generale ristrettezza economica. Come è stato sostenuto il Comune nella realizzazione della Fiera?

«Abbiamo ancora potuto contare sul grande apporto della fondazione Cassa di risparmio di Cuneo (200 mila euro, cui va aggiunto il sostegno alla mostra – da visitare – Le Langhe di Camillo Cavour) e della Regione. L’Assessorato al turismo, ad esempio, ha erogato 130 mila euro. Certo, l’Assessorato alla montagna ha cancellato il suo contributo di 40 mila euro (speriamo possa rivedere la decisione), quello al commercio ha ridimensionato il proprio di un terzo (15 mila invece di 22 mila), mentre quello all’agricoltura, dopo aver cancellato da due anni il significativo contributo per Vinum, ha eliminato anche il piccolo finanziamento per la Fiera. Persino l’Assessorato al turismo, sempre attento alla nostra zona, per far fronte alle necessità dell’organizzazione delle Olimpiadi delle città gemelle ha dovuto cancellare il contributo che consentiva di realizzare Alba truffle award, il premio in tartufi allo chef internazionale. Un ulteriore contributo regionale (della Presidenza) va poi per l’Asta internazionale del tartufo, gestita dal castello di Grinzane Cavour. Oltre ai tagli, la difficoltà per tutte le manifestazioni deriva dall’incertezza sui tempi di decisione e dai ritardi sui tempi di corresponsione».

m.v.