Il tesoro non può aspettare

Un clima troppo anomalo per iniziare a raccogliere i tartufi a ottobre. Per non parlare dei vicini liguri, che avrebbero battuto sul tempo i 4.000 trifolao piemontesi, cominciando le ricerche a settembre.

Queste le motivazioni che hanno spinto la Regione ad anticipare al 15 settembre la tanto attesa raccolta dei tartufi. Nessuna novità rispetto agli scorsi anni: il posticipo della data, fissata nei mesi scorsi al 1° ottobre, avrebbe dovuto garantire la qualità di un prodotto già pronto per la tavola, ma la marcia indietro della Giunta ha ripristinato il calendario degli anni passati. «Abbiamo ritenuto necessario e importante tenere conto delle variabili che incidono sulla produzione dei tartufi e delle sollecitazioni giunte dal territorio in tal senso», hanno commentato gli assessori al turismo, Alberto Cirio, e alla montagna, Roberto Ravello, dopo la firmadella delibera, con cui il 30 agosto il Piemonte ha dato il via alla rettifica delle date.

Non è che un adeguamento del calendario ufficiale a quello naturale secondo Cirio, che spiega: «L’elasticità del clima implica altrettanta elasticità anche da parte della Regione». Poi aggiunge: «Allo stesso tempo scriverò ai colleghi della Liguria, perché riteniamo assurdo che territori limitrofi e con le stesse caratteristiche tartufigene non allineino i propri calendari, al fine di valorizzare e tutelare il più possibile questo straordinario patrimonio comune». La modifica, che, come premette la delibera regionale, è stata proposta dall’assessore all’agricoltura della Provincia di Asti, Fulvio Brusa, ha effetto immediato: «Ciò permetterà ai trifolao di realizzare fin da subito la raccolta del Magnatum pico secondo gli ultimi ordinamenti», spiega.

Il Tuber aestivum, volgarmente detto Tartufo nero, dovrà invece attendere le nuove disposizioni fino al prossimo anno; la sua raccolta potrà avere inizio il 15 giugno anziché il 1° luglio. Aumenta così il tempo d’azione dei cercatori del bianco pregiato, che in questo periodo hanno il divieto assoluto di raccolta, estesa a ogni specie di tartufo. Quindici giorni per far riposare i terreni, lasciar maturare le pepite e preparare i cani, specialmente quelli giovani, impazienti di entrare in campo dopo 3 anni d’addestramento.

Chiara Cavalleris