«Così si umiliano i braidesi»

Il Comune e i braidesi in generale hanno molto mal digerito il “declassamento” dell’ospedale cittadino a presidio territoriale, nell’ambito della riorganizzazione prevista dalla Regione Piemonte.

«Per i braidesi è una vera e propria umiliazione», dice un’arrabbiata Bruna Sibille (foto). «Con gli albesi, superando i campanilismi, abbiamo portato avanti il progetto dell’ospedale unico di Verduno, a fronte di una promessa che nell’attesa gli attuali nosocomi non avrebbero subìto declassamenti. Questa è una vera e propria presa in giro. All’incontro in Regione di giovedì prossimo andrò molto determinata a fare valere le nostre ragioni».

Il 24 novembre infatti saranno effettuate le audizioni, cioè il confronto di tutti i territori, di tutti i portatori di interessi, con la IV Commissione sanità del Consiglio.

Il sindaco Sibille lamenta in generale una “disattenzione” per le questioni socio sanitarie della nostra zona da parte del presidente Roberto Cota: «Da un anno ho chiesto un incontro con Cota per discutere una serie di questioni che riguardano il campo sanitario, ma anche quello socio-assistenziale. In quest’ultimo va definita la questione di Intesa. Abbiamo sciolto il consorzio e affidato i compiti all’Asl, fungendo da campo di prova per la Regione di un progetto di diversa gestione dei servizi sociosanitari. Sarebbe ora necessario un dialogo per definire meglio la questione, ma il Presidente non ci riceve».

Non potendo incontrare Cota, Bruna Sibille nei giorni scorsi gli ha inviato una lettera nella quale ha ribadito la necessità di affrontare al più presto una serie di questioni e ha espresso «il rammarico della comunità braidese nell’aver visto individuato l’ospedale Santo Spirito di Bra come presidio territoriale nell’ambito della riorganizzazione della reteospedaliera piemontese(…). Da oltre un decennio i presìdi ospedalieri di Alba e di Bra si sono mossi non solo in sinergia ma in connessione, operando già nell’ottica dell’unicità di struttura operativa ma sviluppata su due diversi presìdi. Mi spiace pertanto che, nel momento in cui il Consiglio regionale andrà a discutere il nuovo piano, venga fotografata una situazione che da oltre un decennio è oramai superata. Voglio sperare che ciò non sia invece un tentativo di rimettere in discussione un cammino che da vent’anni, con pazienza e misura, è stato possibile concretizzare grazie agli strumenti della democrazia (…). Credo pertanto che possa essere meglio precisata l’unicità dell’esperienza compiuta sul nostro territorio, dove non è più, e lo è da tempo, possibile parlare di un ospedale di presidio e di uno cardine nel nostro territorio: è già attivo l’ospedale Alba- Bra, che oggi è dislocato su due diversi presìdi ma che in pochi anni sarà accorpato, anche fisicamente, in un’unica struttura».

Diego Lanzardo