«Giovani, una risorsa per il Paese»

Il neoministro alla pubblica istruzione, università e ricerca Francesco Profumo, appena incaricato nell’Esecutivo di Mario Monti, è legato alle colline di Langa e Roero più di quanto si possa pensare. Il rapporto con Alba, in particolare, è ben saldo dal 27 settembre 1981, quando nella chiesa dei Santi Cosma e Damiano il canonico don Francesco Marchisio celebrò le nozze dell’ingegner Profumo con Anna Bubbio, insegnante, figlia del chirurgo Costanzo Bubbio e della professoressa Maria Teresa Abrate, nonché nipote del senatore Teodoro Bubbio, primo sindaco di Alba dopo la Liberazione, uno dei “padri costituenti” della Repubblica, sottosegretario agli interni con Alcide De Gasperi e alla Presidenza del Consiglio nel Governo di Giuseppe Pella.

Anna e Francesco Profumo hanno tre figli: Costanza, Giulio e Federica, due dei quali lavorano all’estero, in Cina e negli Stati Uniti. In trent’anni la famiglia Profumo-Bubbio ha vissuto prima a Savona, città di cui è originario il Ministro, poi a Torino, per trasferirsi negli Stati Uniti e in Giappone e tornare, infine, nel capoluogo piemontese. A Torino Francesco Profumo è stato docente e poi rettore del Politecnico sino all’agosto di quest’anno, quando è stato nominato presidente del Consiglio nazionale delle ricerche. Il Ministro ha ricoperto incarichi in numerosi consigli di amministrazione, tra cui Telecom, Pirelli, e Unicredit private bank. Di lui si è parlato di recente anche come candidato a sindaco di Torino per il centro-sinistra, prima di Piero Fassino.

La nomina a ministro di Francesco Profumo è stata accolta ad Alba con gioia e orgoglio da quanti lo conoscono e lo stimano. La Famija albèisa aveva deciso di indicarlo come socio onorario durante la tradizionale cerimonia che si svolgerà l’8 dicembre in San Domenico; a marzo la Confraternita del bollito e della pera Madernassa di Guarene lo aveva insignito del collare come socio onorario. Gazzetta ha contattato Profumo, dopo la fiducia. Ecco quanto ci ha risposto.

Come pensa di svolgere il suo incarico in un dicastero impegnativo come quello dell’istruzione, che ha visto già la scorsa settimana le prime contestazioni, Ministro? «Gli studenti hanno bisogno di certezze. I nostri giovani sono bravissimi e la ricerca e l’innovazione sono elementi indispensabili per lo sviluppo del Paese. Occorre ottimizzare le risorse, ridisegnare la relazione tra ricerca, formazione e sistema delle imprese. Dobbiamo fare scelte coraggiose e incisive, capaci di innovare il sistema produttivo italiano. Ribadisco l’importanza della scuola pubblica, ascolterò gli studenti, parlerò con loro per capire quali sono le aspirazioni. È fondamentale che i giovani possano fare esperienze all’estero o lavorare in Italia con colleghi provenienti da altre parti del mondo. Si tratta di un elemento importante per crescere, acquisire nuove conoscenze e scambiare competenze».

Infine la domanda che tutti si pongono in questo momento. Partire da un Governo di tecnici aiuterà il Paese? «L’Esecutivo è formato da persone molto competenti nei loro settori e, come ha ribadito il presidente del Consiglio Mario Monti, pronti a svolgere con grande impegno e sacrificio il compito loro assegnato».

Irene Fontana Ghiglione

 

CHI E’

Francesco Profumo, 58 anni, originario di Savona, ingegnere e accademico, è il ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca nel Governo di Mario Monti. Ha iniziato la carriera nel 1978 all’Ansaldo di Genova, nel 1985 è approdato a Torino come ricercatore universitario e nel 1995 è diventato professore ordinario nell’Ateneo sabaudo. Presidente della prima facoltà di ingegneria del Politecnico di Torino dal 2003 al 2005 e poi rettore, Profumo ha caratterizzato il suo rettorato attraverso una forte spinta alla collaborazione con diverse aziende internazionali (Microsoft e Motorola) e l’apertura della didattica verso l’estero.