Diabete da non trascurare

Il diabete mellito è una malattia sociale a larga diffusione – il 6 percento degli italiani ne è affetto – dato che rappresenta un’emergenza socio-sanitaria, soprattutto in considerazione dell’alto rischio di complicanze, spesso invalidanti. La dottoressa Annalisa Rosatello, direttrice del servizio di diabetologia dell’Asl Cn2, nelle cui sedi di Alba, Bra e Canale arrivano oltre 9.000 persone affette da diabete, ha risposto alle nostre domande.

«Un disturbo cronico della produzione dell’insulina. Nel “tipo 1” essa non viene più prodotta, a causa della distruzione delle “beta” cellule pancreatiche; nel “tipo 2” la produzione di insulina è ancora presente, ma in quantità non sufficiente a garantire corretti livelli glicemici all’organismo».

Quali le cause?

«La causa è l’alterazione dei livelli di glicemia, fino alla sua assenza, situazioni che configurano diversa gravità. Vi sono poi dei fattori di rischio: per il “tipo 1”, che è la forma infantile o giovanile, di tipo genetico, cui si aggiungono problemi di tipo infettivo: spesso la causa è virale, come una parotite o un’influenza, o un intervento chirurgico o la distruzione di parte del pancreas; per il “tipo 2”, i fattori sono molteplici: familiarità, sesso (la prevalenza è femminile), età (40-60 anni), ipertensione arteriosa giovanile, malattie cardiovascolare familiare, etnia (sono meno colpiti gli afroamericani), pregresso diabete gestazionale per le donne, farmaci (potenzialmente diabetogeni sono il cortisone, ma anche diuretici e interferone)».

Come si scopre?

«Un indicatore è la glicemia a digiuno, nel caso in cui sia uguale o maggiore a 126 mg/100, o casualmente superiore a 200. Ora c’è anche un nuovo criterio, l’emoglobina glicosilata, che è considerata normale fino a 6,5». Come si cura? «In questa patologia il medico e le medicine rappresentano il 50 percento delle possibilità terapeutiche; il restante 50 percento sta al paziente, che deve imparare a gestire la malattia sia dal punto di vista dei farmaci, che dell’alimentazione – non una dieta rigidissima, ma con la giusta distribuzione delle sostanze – e dello stile di vita, che non richiede di diventare l’atleta dell’anno, ma si giova già dei classici 20-30 minuti di camminata al giorno. Anche la possibilità di auto-controllarsi la glicemia in ogni momento è uno strumento terapeutico. La cura sono farmaci ed educazione terapeutica: quando si cura un diabetico, non si cura solo la glicemia, ma anche l’ipertensione, la dislipidemia, tutti i rischi cardiovascolari. Il diabetologonon deve mai lavorare da solo, ma è importante che sia affiancato da cardiologo, oculista, neurologo, podologo, chirurgo vascolare, infermiere, dietista».

Quali rischi correunpaziente diabetico?

«Vi sono due tipi di complicanze per chi non si cura con attenzione: acute o croniche. Le prime sono l’iperglicemia e l’ipoglicemia, ovvero i livelli troppo alti o troppo bassi di glicemia che possono essere causa di un incidente acuto; in questo caso è importante imparare a gestire l’emergenza. Le complicanze croniche sono la retinopatia diabetica, causa del 50 percento della cecità in tutto il mondo, nefropatia diabetica, malattie cardiovascolari, infarto, piede diabetico». Che cosa si intende per piede diabetico? «Esso è il frutto di una somma di complicanze, che vanno dalla neuropatia all’arteriopatia, con la possibilità di infezioni favorita dalla predisposizione del diabetico a sviluppare ipercheratosi, che possono essere l’inizio di un’ulcera».

Che cos’è invece il diabete gestazionale?

«Il diabete gestazionale va distinto dalla gravidanza delle donne diabetiche. Il diabete gestazionale compare in corso di gravidanza e con essa si conclude. I fattori di rischio sono un indice di massa corporea eccessivo, familiarità, iperglicemia, ipertensione. Il bambino di una mamma con diabete gestazionale non riconosciuto può essere troppo grosso, con rischi di traumi al momento del parto, morte intrauterina e abortività precoce. Finita la gravidanza, consigliamo di controllare la glicemia dopo 6-12 settimane dal parto per stabilire se il problema si è concluso. Per le donne che sviluppano il diabete gestazionale, c’è il doppio del rischio di sviluppare diabete, ipertensione arteriosa e malattie cardiovascolari: curare bene il diabete gestazionale vuol dire ridurre questi rischi».

Come si accede al servizio e com’è organizzato?

«La prima visita avviene, generalmente, a seguito di richiesta da parte del medico di famiglia che nota alterazioni nella glicemia. Vi è poi un secondo livello, cioè l’ambulatorio dedicato. Da noi si effettua anche lo screening della retinopatia diabetica. Oltre alle figure sopra citate, ci avvaliamo della collaborazione di una psicologa, di una seconda psicologa, che segue il diabete gestazionale, e di una mediatrice culturale araba, perché il 50 percento del diabete gestazionale che seguiamo riguarda gestanti del Nord Africa».

Controllo gratuito in piazza

Come ogni anno al diabete è dedicata, a livello mondiale, una giornata di divulgazione di informazioni sulla patologia e sensibilizzazione della popolazione alla prevenzione. Il servizio di diabetologia dell’Asl Cn2 aderisce alla “Giornata mondiale del diabete” del 13 novembre con appuntamenti di informazione e screening della patologia. «Domenica 13 novembre saremo presenti dalle 9 alle 17 in via Vittorio Emanuele 30 (via Maestra), davanti alla chiesa dei Santi Cosma e Damiano, con volontari della Croce rossa italiana, medici e infermieri operanti presso il nostro servizio per eseguire il controllo della glicemia e fornire informazioni e consigli.

Anche a Canale, dove si trova una delle tre sedi del servizio, il Comune ha messo a disposizione la chiesa di San Giovanni in piazza Italia, dove, dalle 9 alle 16, sarà presente un medico diabetologo con personale infermieristico del servizio di diabetologia. Verranno valutati i diversi aspetti clinico-metabolici per permettere una preliminare valutazione delle persone che vorranno partecipare a questa iniziativa. Saranno anche fornite indicazioni e consigli utilizzando materiale informativo del servizio di diabetologia e in parte fornito dal comitato nazionale organizzatore, e potrà essere predisposta una lettera informativa al medico curante in caso di problematiche eventualmente emerse da approfondire», afferma Annalisa Rosatello, direttrice del servizio di diabetologia dell’Asl Alba-Bra.

a.r.

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