Licenziamenti e mancati rinnovi: Abet in sciopero

Un dipendente – assunto con il “collocamento obbligatorio” –, lasciato a casa perché ha superato i giorni di malattia, e 12 interinali, alcuni con buona professionalità, non rinnovati alla scadenza dei contratti (che aveva registrato una diminuzione di giornate lavorative a ogni successiva chiamata): sono i motivi che hanno indotto le Rsu (rappresentanti sindacali dei lavoratori) della Abet laminati a proclamare i tre momenti di sciopero che si sono vissuti ieri nello stabilimento “Print 1” di viale Industria, con presidio davanti ai cancelli.

Spiega Gaspare Palermo (Filcem): «Il sindacato, in questa situazione, è venuto in appoggio all’azione intrapresa dalle Rsu aziendali. Ieri mattina – dalle 9.30 alle 11 – hanno incrociato le braccia i lavoratori del primo turno e la stessa cosa l’hanno fatta successivamente quelli del secondo (dalle 15.30 alle 17) e poi quelli della notte (dalle 4.30 alle 6)».

In un comunicato congiunto, le tre sigle sindacali Filctem Cgil, Femca Cisl e Uilcem, hanno ribadito con fermezza che non è accettabile una politica aziendale la quale, essendosi data l’obiettivo del miglioramento dei bilanci attraverso la riduzione dei costi, li scarichi sui più deboli. Ancora Palermo: «La direzione Abet, in sintonia con le scelte del Governo, scarica sulle spalle dei lavoratori più deboli le proprie aspettative di miglioramento del bilancio. Oggi è toccato a un lavoratore ammalato, agli interinali e all’impresa di pulizia: e domani?».

Aggiungono i colleghi della Cisl e Uil: «È necessario fermare questo percorso, pericoloso e ingiusto, che altrimenti finirebbe per peggiorare le condizioni di vita e di lavoro di tutti, creando insicurezza e precarietà. Aderendo allo sciopero, i lavoratori hanno inteso dare un segnale all’azienda, perché non sono disponibili ad accettare passivamente le sue scelte, ma sono pronti a lottare per conservare i loro diritti. Al momento, in fabbrica, ci sono ancora 11 operai interinali, per i quali chiediamo la stabilizzazione, anche ricordando alla parte datoriale che può usufruire di alcune agevolazioni proponendo contratti a tempo indeterminato, come recita l’accordo integrativo aziendale, firmato il 6 luglio». Concludono le Rsu: «Siamo disponibili anche a replicare questo primo momento di sciopero, per poter difendere tutti i nostri colleghi, specialmente i più precari».

Valter Manzone