Nuova cava: Bra preoccupata per il suo acquedotto

La Conferenza dei servizi provinciale, che discuteva anche della richiesta di realizzazione della cava per l’estrazione di inerti, a cavallo tra il confine di Sanfrè e quello di Bra, risale allo scorso 25 gennaio. E prossimamente dovrebbero partire i lavori per la sua realizzazione. Spiega il sindaco braidese Bruna Sibille: «Sulla cava di Sanfrè, situata in zona Moglie, nelle vicinanze dei nostri pozzi dell’acquedotto, mantengo la posizione, peraltro molto decisa – assunta da tempo, come Amministrazione – che ha un intento assolutamente precauzionale: io non credo infatti che sia sensato autorizzare la coltivazione di una cava in prossimità degli unici pozzi per l’acqua che servono una città di 30.000 abitanti. A questo punto, dopo un serrato confronto di idee anche con il sindaco sanfredese Bruno Petiti, ho chiesto che per poter attivare questa cava ci venga fornita una fideiussione con la quale effettuare gli eventuali interventi di manutenzione dei nostri pozzi, nella remota evenienza che l’estrazione degli inerti crei problemi ai nostri pozzi».

Il primo cittadino del Comune di Sanfrè, Bruno Petiti, spiega: «Già nel 2003, quando non ero ancora sindaco, il Consiglio comunale aveva espresso parere favorevole alla cava che l’impresa Peisino intende realizzare; le recenti relazioni tecniche mostrano che non dovrebbero esserci problemi per i pozzi dell’acquedotto braidese, che sono a monte del sito».

Aggiunge però l’assessore braidese all’ambiente e vicesindaco, Marcello Lusso: «Il sito su cui dovrebbe essere realizzata la cava è vicino alle falde che alimentano l’acquedotto di Bra. Per questo bisogna prendere delle precauzioni: quei pozzi sono l’unica fonte di approvvigionamento idrico per tutti i nostri concittadini».

Il consigliere leghista Valter Bergesio, residente in frazione Riva, non è d’accordo con la cava. E spiega: «Cercheremo di contrastare questa autorizzazione. Premetto che io non sono contrario a priori alla coltivazione di cave, che contribuiscono anche a un discorso economico, ma credo che in questa specifica situazione il luogo scelto dalla società che ne ha fatto richiesta non sia adeguato; tenendo conto che si troverebbe a confinare con un bosco che è sottoposto a tutela sia per la flora sia per la fauna. Anche il movimento della Lega è contrario a questa ipotesi e credo che stia lavorando per scongiurare questo pericolo, derivante dalla vicinanza con i pozzi dell’acquedotto braidese».

Conclude Luca Colombatto, assessore provinciale all’ambiente: «Su questi temi bisogna lavorare con cautela e nella salvaguardia dell’interesse pubblico. Le decisioni, però, sono prese sulla base di dati tecnici e non politici».

Valter Manzone