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Sotto le torri non aumenta l’Irpef

Veniamo subito al punto, Sindaco. Nel 2012 aumenterà il prelievo dovuto all’addizionale Irpef?

«Posso rispondere di no. La politica di rigore perseguita in tre anni ci permette per il momento di non gravare sugli albesi con aumenti dell’addizionale Irpef, come temevamo, anche se resta l’incognita dei costi relativi alla socio-assistenza – il Comune potrebbe trovarsi a garantire la continuità di alcuni servizi per la non autosufficienza, l’handicap, i minori –, per i quali i fondi ministeriali sono stati azzerati».

Com’è riuscito a far quadrare i conti?

«Non è stato facile. Siamo arrivati a ipotizzare un aumento per fasce di reddito, poi scongiurato. Bisogna però fare chiarezza. La crisi finanziaria all’interno della quale nasce il bilancio di previsione per il 2012 è pesantissima. Le risorse a disposizione del Comune si sono andate restringendo di anno in anno. Nel 2011 i trasferimenti statali sono calati di 750 mila euro e nel 2012 avremo in cassa altri 600 mila euro in meno. Significa un milione e 350 mila euro nel giro di due anni, cioè il 25 per cento di tagli, non sostituiti da altre entrate, nonostante le promesse spacciate sotto il nome di federalismo.E non mancano gli aumenti dei costi, dalla fornitura di energia elettrica al passaggio dell’aliquota dell’Iva dal 20 al 21 per cento, che calcoliamo in 250 mila euro. Per l’anno venturo, rispetto al 2011, vuol dire che il Comune deve prevedere uno sbilancio di 850 mila euro».

Come farà, allora? «Abbiamo calcolato che sono prevedibili per il 2012 anche alcune riduzioni di spesa, dall’onere dei mutui – 4 milioni e mezzo di euro, che contiamo di azzerare in ventiquattro mesi, grazie al significativo avanzo di amministrazione, presumibilmente non inferiore a quello dell’ultimo esercizio – al costo del personale, dovuto al blocco delle assunzioni, alle maggiori entrate legate al Piano regolatore (una quota di Ici in aumento originata dal passaggio di terreni da agricoli a edificabili)».

Tasse ferme, dunque? «L’addizionale Irpef resta ferma, così come la Tarsu, mentre sarà introdotta – se ne sta discutendo a livello di territorio con l’assessore regionale al turismo Alberto Cirio – l’Imposta di soggiorno, il cui introito sarà finalizzato a interventi per la promozione turistica».

Soddisfatto?

«Viviamo una contingenza difficile e dobbiamo prepararci a manovre di livello nazionale. Per questo abbiamo operato per evitare un aumento dell’Irpef che era parso in un primo tempo ineludibile. La chiave di lettura del bilancio è stata la capacità di coniugare rigore, efficacia e attenzione alla spesa».

Che cosa si aspetta dal Governo di Mario Monti?

«Una svolta che incida sui tagli gravanti sugli enti locali – i quali, altrimenti, saranno costretti a manovre penalizzanti per i cittadini – e attenzione alla crescita, attraverso l’allentamento del Patto di stabilità, che impedisce di avviare i cantieri e dar respiro all’economia».

Pure Alba è ancora sotto il tiro della crisi?

«Nel complesso ne abbiamo risentito meno, perché ha tenuto la grande industria e si è incrementato il turismo. Nello specifico è diminuito il potere d’acquisto di salari e pensioni, sono aumentate le difficoltà per le famiglie – una situazione confermata dall’impennata degli sfratti –, mentre il lavoro sta diventando un problema».

 È fiducioso sul futuro del Paese?

«L’attuale Governo, formato da persone valide e preparate, è la soluzione migliore che si potesse trovare. Confido che sapremo mettere in discussione qualcosa del nostro benessere per offrire a tutti una possibilità».

È d’accordo con l’introduzione della patrimoniale?

«Si tratta di un’operazione che si può comprendere per i grandi patrimoni. Potrebbe essere un introito importante per abbassare il debito e ridurre la tassazione sul lavoro».

Maria Grazia Olivero