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Apro alla resa dei conti

Questa volta (forse) ci siamo. La Scuola di formazione professionale albese ha alle spalle anni travagliati (i guai giudiziari, le controverse figure alla direzione, gli investimenti dissennati, l’alta conflittualità interna), ma il 15 dicembre il presidente del Consiglio di amministrazione Olindo Cervella potrebbe segnare un punto cruciale a favore dell’istituto di via Castelgherlone sul fronte pratico, finanziario, simbolico.

Dopodomani è convocata l’assemblea dei soci per l’esame del bilancio: l’obiettivo è rifinanziare il capitale di Apro, esangue, dato che i conti chiudono con circa 950 mila euro di perdita, 650 mila dei quali dovuti ai progetti per la scuola di alta cucina avviati nel castello di Barolo in passato.

I soci dovranno decidere se contribuire alle casse, ma la situazione economica nazionale e locale è precaria e potrebbero sbucare sorprese. Cervella tranquillizza: «I soci più rilevanti, come il Comune di Alba, Aca o Egea hanno già comunicato la disponibilità nel partecipare all’incremento di capitale. Altre realtà – enti locali più piccoli – potrebbero non disporre di sufficienti risorse per partecipare al finanziamento. Perciò, mi sto adoperando per individuare nuovi soci ». Per quanto riguarda l’avvenire, il Presidente non trattiene la soddisfazione: «Siamo sereni, il bilancio del prossimo anno chiuderà certamente in pareggio. Tutto grazie alla politica di riduzione massiva dei costi».

Le minori spese a cui allude Cervella riguardano il taglio dello stipendio ai componenti del Consiglio di amministrazione (100 mila euro risparmiati), il pollice verso alle attività alberghiere nella struttura di Barolo (120 mila euro), l’ottimizzazione del personale e la revisione dei contratti.

Senza se e senza ma: si parla di «dati certi», non probabili. L’opera di risanamento iniziata a giugno comincia a concretizzarsi, l’esposizione bancaria appare in diminuzione. Stando a sentire lui, l’imprenditore albese alla guida di unascuola validissima sul piano qualitativo – la percentuale degli studenti che trovano lavoro dopo essere usciti da Apro è elevatissima –, ma martoriata dalle intemperie finanziarie e gestionali, pare che sia prossima alla vittoria. Eppure, le indiscrezioni fanno piazza pulita delle speranze: all’assemblea dei soci, dicono alcuni, i programmi potrebbero sfuggire di mano. Una percentuale dei soci minori, infatti, non sarebbe disposta a finanziare l’aumento di capitale.

A partire dal consorzio Sinergie sociali, rappresentato da Gianpiero Porcheddu, il quale spiega: «Siamo presenti in Apro con un microcapitale di 10 mila euro. Non siamo intenzionati a reinvestire la somma: se ci sono responsabilità alla base di perdite tanto ingenti nel bilancio dell’azienda, allora qualcuno dovrà pagare. Chiederemo chiarimenti, soprattutto per quanto riguarda il distaccamento di Barolo. Molti altri soci minori si muoveranno lungo questa linea».

Matteo Viberti