Provincia, ti voglio

Le Province escono dalla porta per rientrare dalla finestra. Il Governo vuole cancellarle, in due tempi, prima azzerando i Consigli in carica per poi eliminarle dalla Costituzione. Ma chi gestirà scuole e strade? E perché non si parla di eliminare le Prefetture? Ora, dopo che da Cuneo è scomparsa la foto del Presidente della Repubblica e da Asti la bandiera nazionale, le Province piemontesi e la Regione lanciano una proposta di autoriforma.

«Le Province non devono essere abolite ma, se proprio si vuole procedere a una riforma, in Piemonte possono essere ridotte da otto a quattro», spiega Antonio Saitta (Pd), presidente della Provincia di Torino e vicepresidente dell’Unione Province d’Italia, organismo che associa le 110 ripartizioni nazionali. Il progetto prevede quattro grandi enti: i confini di Torino con la sua area metropolitana e Cuneo non verrebbero toccati mentre Asti e Alessandria finirebbero accorpate nella provincia del centro Piemonte e il Nord Piemonte vedrebbe realizzato un ente unico con l’unione degli attuali territori di Vercelli, Biella,Novara e Verbania.

«Ma questo – ha osservato Saitta – deve essere accompagnato da una riforma della pubblica Amministrazione e degli uffici periferici dello Stato. Così si affronta il problema della riduzione dei costi», conclude Saitta.

Per una volta Pd e Lega si trovano d’accordo: un plauso all’iniziativa di ridurre da otto a quattro il numero delle Province in Piemonte arriva dal Presidente della Regione, Roberto Cota (Lega nord), il quale dice che «lo si può considerare un progetto congiunto con la Regione». «Per le sue caratteristiche – spiega il Governatore – il Piemonte, che ha un territorio vasto, diversificato, 1.206Comuni e una grande città, non può restare senza Province. Vuol dire non garantire i servizi ai cittadini. La Regione non può accollarsi tutte le competenze delle Province: non ce la può fare e per quel che mi riguarda non lo vuole fare, perché vorrebbe dire un neocentralismo paralizzante».

Intanto la Giunta regionale ha annunciato di voler fare ricorso alla Corte costituzionale contro l’articolo 23 della manovra del Governo, che azzera le Province. «È una violazione della Costituzione, che non può essere cambiata per mezzo di un decreto legge», spiega Cota. «E c’è anche una violazione delle competenze delle Regioni per quanto riguarda le loro funzioni di coordinamento».

Giulio Segino