Al Polifunzionale si discute di riforma elettorale con Violante

Sulla necessità di riformare l’attuale sistema elettorale (il cosiddetto “Porcellum”) tutti i partiti concordano, ma sulle soluzioni per dare la possibilità ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento – dove oggi siedono dei nominati dei partiti attraverso liste blindate – i movimenti politici sono divisi, anche al loro interno. Il Partito democratico di Bra ha chiamato (giovedì 23 febbraio, alle 20.30, al Centro polifunzionale) a discutere di questi temi un ospite di peso, Luciano Violante, responsabile riforme del Pd e promotore di una proposta di riforma elettorale che sta tenendo banco in questi giorni nel dibattito politico nazionale.

«Dopo tanti anni, questa può essere la volta buona per la riforma della politica», dicono gli esponenti del Circolo territoriale di Bra del Pd. «Per il Partito democratico la riforma della politica consiste in tre cose fondamentali: dare all’elettore la possibilità di scegliere il proprio rappresentante; ridurre il numero dei parlamentari in modo consistente; superare l’attuale bicameralismo, restituendo efficienza alla macchina legislativa. Di questo e di altro discuteremo con Luciano Violante».

La “bozza Violante” punta al modello proporzionale, prevedendo però dei correttivi che garantiscano la formazione di una maggioranza e la governabilità, senza per questo cancellare i movimenti più piccoli. Il meccanismo elettorale propone un doppio sbarramento. Il primo è una soglia del 2%: i partiti che la supereranno potranno dividersi in maniera proporzionale 464 seggi dei 630 della Camera. Chi taglierà anche il secondo “traguardo” (ovvero raccoglierà tra l’8 e il 10% dei voti) si spartirà una sorta di premio di maggioranza fissato in 140 seggi. Chi, invece, non raggiungerà il 2% avrà un diritto di tribuna: 14 seggi che verranno ripartiti in maniera proporzionale. Dodici parlamentari, infine, saranno eletti nelle circoscrizioni estere.

Luciano Violante vuole una riforma che dica basta alle coalizioni forzate: «Oggi il Paese non può più permettersi coalizioni caravanserraglio create per vincere le elezioni, ma incapaci di governare. La legge elettorale ha bisogno di un adeguato supporto costituzionale, che preveda la riduzione del numero dei parlamentari e la sfiducia costruttiva, la possibilità da parte del presidente del Consiglio di nominare e revocare i ministri e chiedere il voto a data fissa dei provvedimenti del Governo».

Violante, ex magistrato, deputato per otto legislature, è stato presidente della Camera e della Commissione parlamentare antimafia. Oggi non siede più in Parlamento perché dopo la caduta del secondo Governo Prodi, ha scelto di non candidarsi alle elezioni dell’aprile 2008.

Diego Lanzardo

Foto Ansa / Serena Cremaschi