Famiglie sull’orlo di una crisi

Il sociale è all’ultimo posto. Mentre la crisi incalza e suggerisce sempre più drastiche misure, il Governo di Mario Monti e gli amministratori regionali tracciano una lista di priorità che non include i servizi sociali legati ai più deboli, le politiche familiari e giovanili. I tagli al welfare sono allarmanti. Il fondo per le politiche sociali stanziato dallo Stato viene ridotto da 273,8 milioni per il 2011 a 69 milioni per il 2012 e a 44 milioni per il 2013.

«L’impatto sarà critico per i servizi alle famiglie di minori e agli anziani, che saranno finanziati con le sole risorse dei Comuni», recita il documento stilato dalle Amministrazioni cuneesi per illustrare la gravità della situazione. «Entrambe le linee di finanziamento, ovvero i trasferimenti diretti alle municipalizzate e i fondi sociali alle Regioni, che poi vengono distribuiti ai Comuni, sono state tagliate». Alla drastica diminuzione di risorse, si aggiungono le poche risposte provenienti dal Piemonte e dall’Assessorato competente, che, come accusa Alba, non avrebbe chiarito la portata dei tagli per l’anno 2012, preferendo rilasciare insoddisfacenti comunicazioni verbali. L’esercizio provvisorio del bilancio di previsione per il 2012 annuncia un taglio del 100 per cento in molti ambiti, tra i quali l’antiviolenza, la formazione e il sostegno alla natalità. Resistono, seppur diminuiti, i fondi destinati alla diffusione della lingua italiana per stranieri e le politiche familiari.

Si riducono le risorse destinate al consorzio socioassistenziale “Alba, Langhe e Roero”, che, dal 2009 al 2011, ha già subìto una riduzione dei trasferimenti regionali pari al 27 per cento. Il Consorzio, che opera in 47 Comuni con Alba come capofila per un totale di 99.773 abitanti, presenta una diminuzione di bilancio, dal 2010 al 2012, superiore al 34 per cento. Si teme che i tagli operati dal Governo e dalla Regione determinino ricadute non sanabili nei conti degli enti comunali e nelle forme associative adibite alla gestione dei servizi, come nel caso del consorzio. Nel timore di non poter più fornire l’assistenza adeguata ai non autosufficienti, disabili, o in situazioni di grave compromissione familiare, e nell’allarmante possibilità di una futura difficoltà nel mantenimento dell’ordine pubblico, i sindaci di Cuneo, Alba, Bra, Fossano, Mondovì, Saluzzo e Savigliano hanno sottoscritto un documento nel quale dichiarano di rendersi «disponibili a ogni forma di confronto e riorganizzazione dei servizi socio- assistenziali, secondo le metodologie organizzative più funzionali ed economicamente efficaci», pronti al ridimensionamento pur di mantenere la funzione che sono chiamati a svolgere.

Chiara Cavalleris

Foto Ansa/Tonino di Marco