Uniti, per avere più voce

Il “Tavolo delle autonomie del territorio di Alba, Bra, Langhe e Roero” nascerà lunedì nel municipio di Alba. Amministrazioni comunali, organizzazioni di categoria e società civile si uniranno – almeno nelle intenzioni – in un nuovo soggetto che ha lo scopo di aprire un dibattito circa il futuro amministrativo ed economico della zona.

A settembre, in una prima riunione, si erano gettate le basi per il progetto. I tempi sono maturi e destra e sinistra Tanaro, guidate dai Comuni capifila, Alba e Bra, sono convinte a unire le forze per cercare di contare di più. Dove? Nelle decisioni di governo, locale e centrale, sui temi di attualità, su come affrontare i pesanti tagli che vanno a colpire ogni settore, sui servizi che vedono Langhe e Roero troppe volte penalizzati rispetto a quanto producono. Gli argomenti da affrontare saranno decisi di volta in volta, ma di una cosa sono tutti sicuri: il Tavolo delle autonomie sarà privo di burocrazia e a costo zero.

Il sindaco di Alba, Maurizio Marello, spiega: «Lavoreremo insieme per lo sviluppo e per affrontare i temi caldi del momento: la “lista della spesa” è piuttosto lunga: il completamento dell’autostrada (seguiremo da vicino la Conferenza dei servizi del 14 marzo a Roma); il Tribunale, che rischia la soppressione a causa dell’ennesima riforma; l’Azienda sanitaria locale e la gestione del nuovo ospedale di Verduno che, nonostante le rassicurazioni, presentano aspetti migliorabili; i tagli ai contributi regionali per i Consorzi socio-assistenziali, che sono costretti ad azzerare i servizi; la ventilata soppressione del Comando albese della Guardia di finanza (per scongiurare questa possibilità l’Amministrazione è al lavoro per trovare una nuova sede). Uniti si può fare una massa critica importante e contare di più».

Bruna Sibille, dal palazzo comunale di Bra, è sulla stessa lunghezza d’onda: «In assenza di una rappresentanza specifica ereditata dal passato, questa nuova entità è indispensabile. Ogni tanto si ha la sensazione che il nostro territorio non sia sufficientemente rappresentato al Governo e non abbia le attenzioni che merita rispetto a quanto vi si produce. Ecco perché, d’ora in poi, affronteremo le questioni insieme, come forma di difesa, macontemporaneamente anche all’attacco, per dire agli enti sovraordinati che vogliamoessere coinvolti nelle decisioni che riguardano il nostro futuro. Abbiamo varie questioni da affrontare, come per esempio il turismo e i rifiuti, e iniziative da avviare per incentivare lo sviluppo».

Cristina Borgogno