«Palavinum 3, uno spreco enorme»

Inizia all’insegna delle polemiche la primavera albese. Il capogruppo consiliare del Popolo della libertà, Carlo Bo, ha annunciato che presenterà un’ interrogazione per chiedere al Sindaco e alla Giunta di spiegare i motivi che hanno spinto Comune ed Ente fiera a riportare alcune iniziative di Vinum tra le vie cittadine, come peraltro già sperimentato dal centro-destra. «Vinum», ha sottolineato Bo, «è stata pensata per il centro cittadino e lì deve continuare a svolgersi, in modo tale da coinvolgere il maggior numero possibile di albesi e favorire l’attività degli esercenti. L’augurio è che la nuova formula, proposta all’interno del progetto La primavera della cultura, del gusto e del vino, possa restituire risultati migliori rispetto a quelli delle ultime due edizioni».

L’attenzione del centro-destra è caduta anche sui locali di via Santa Barbara impiegati dagli organizzatori per allestire il Palavinum 3. L’edificio, di proprietà della Miroglio, è in affitto al Comune fino al 2013, per una spesa complessiva di 88 mila euro, e la minoranza ora vuole sapere com’ è stata e come sarà utilizzata la struttura. Sulla questione è intervenuto il coordinatore del Pdl cittadino Emanuele Bolla: «Visto che i locali sono stati utilizzati a pieno solo nel 2010, i quasi 90 mila euro previsti dal contratto quadriennale di utilizzo rappresentano una cifra enorme». L’esponente azzurro aggiunge: «Si chiedono grandi sacrifici ai cittadini, ma poi ci troviamo di fronte a sprechi pubblici come questo. Stupisce che chi amministra la cosa pubblica abbia potuto impegnarsi in un contratto così lungo senza una vera programmazione ». Il presidente dell’Ente fiera, Antonio Degiacomi, ha risposto che, nel centro storico, il vino si potrà degustare solo in piazza Risorgimento, mentre le altre zone ospiteranno animazione musicale e gastronomia, aggiungendo: «Il Palavinum 3 ha ospitato diverse iniziative, sia nel 2010 che nel 2011. Tuttavia, si sta procedendo alla risoluzione del contratto con Miroglio e, pertanto, al proprietario verranno trasferiti solo i soldi relativi al periodo di fruizione e non l’intera somma prevista dall’accordo». Adesso resta da verificare quanto costerà al Comune la risoluzione anticipata: Degiacomi, a domanda, ha risposto che di questo se ne parlerà in modo privato, durante gli incontri con Miroglio.

Enrico Fonte