DONACIBO

Un quadro astratto di difficile interpretazione potrebbe rappresentare la situazione socio-economica del nostro Paese, dipinto di incongruenze e disparità. E di fronte a un’opera d’arte ci si può concentrare sugli aspetti superficiali, sulle prime impressioni oppure si può andare a fondo per capire il significato che essa vuole trasmettere. I volontari di Altrocanto, associazione piemontese fondata nel 2004 per combattere il fenomeno dello spreco, hanno scelto di approfondire lo studio del quadro della realtà. Si sono chiesti il perché dell’esistenza della povertà e una volta trovata la loro risposta, hanno agito.

Donacibo, l’iniziativa siglata Banco di solidarietà Altrocanto, quest’anno è stata promossa in sette scuole albesi. La mattina del 14 marzo si è svolta la raccolta di generi alimentari a favore delle famiglie bisognose. Gli alunni, dopo avere donato un alimento, hanno confezionato e imballato gli scatoloni che, via camion, sono partiti in direzione di Torino: i 1.500 kg di cibo saranno spartiti nei prossimi giorni dal Banco di solidarietà Altrocanto, affiliato al Banco di solidarietà del Piemonte, a famiglie in gravi condizioni economiche. Oltre ai bambini esprimono soddisfazione i genitori, uno dei quali racconta: «Se si considera l’immediatezza con la quale i bambini apprendono la politica del dono non si può che sperare in un futuro equo. Donacibo non si limita a essere una raccolta, ma è da considerare un vero e proprio progetto educativo».

Marco Viberti

Scuola elementare “Gianni Rodari”

I bambini. Stefano ha otto anni ed è in ritardo per la consegna del proprio dono: due pacchi di pasta in una borsa di nylon. Ci manca poco che pianga, a dimostrazione di quanto Donacibo, svoltasi mercoledì scorso, sia un’iniziativa molto sentita nella scuola Gianni Rodari. Ci racconta: «Le maestre ci hanno spiegato che i bambini poveri non sono solo lontani. Avere la pelle nera non vuol dire per forza essere poveri. Anche ad Alba, vicino a casa mia, ci sono i poverelli. Anche io voglio aiutarli ». Gli altri compagni hanno portato un’infinità di generi alimentari quali riso, pasta, legumi, pelati, sale e latte. Si sono adoperati anche per montare da sé gli scatoloni con i quali gli alimenti giungeranno prima al Banco alimentare del Piemonte (organizzazione in collaborazione con Altrocanto, che si occupa di raccogliere le eccedenze di cibo per ridistribuirle), poi alle famiglie bisognose. I 370 alunni hanno raccolto ben 450 kg di alimenti.

Gli insegnanti.  Nonostante la raccolta sia stata meno ricca rispetto all’anno scorso, non possiamo che essere soddisfatti. Il calo è emblematico della crisi economica. Quello che più importa comunque è che il concetto di altruismo sia arrivato ai bambini», sostiene Nicoletta Rosolia, insegnante responsabile del progetto Donacibo, osservando orgogliosa i suoi alunni.

mar.vi.

Scuola dell’infanzia “Nostra Signora del suffragio”

I bambini. «Non ho mai visto un bambino povero. Non esistono!». Sarebbe un’affermazione preoccupante se Simone, cinque anni, non avesse continuato: «Esistono solo i genitori poveri». Perché i bambini non possiedono, sono innocenti. Simone, come i suoi compagni, è entusiasmato e parteciperebbe nuovamente all’iniziativa. Sorride e si siede su uno scatolone colmo di alimenti. Gli insegnanti. La spontaneità è sinonimo di saggezza, così com’è stato saggio da parte degli insegnanti aderire a Donacibo, che ha coinvolto tutti e trenta i bambini della scuola dell’infanzia.

Spiega la responsabile Doriana Cencio: «La nostra scuola vuole proporre un percorso educativo di sperimentazione, partendo da se stessi. Così ai laboratori di musica, di teatro abbiamo deciso di integrare anche Donacibo, per invitare i bambini a riflettere sul concetto di gratuità. Abbiamo raccolto 50 kg di alimenti che, tramite Altrocanto, spediremo ai bisognosi. I bambini si sono mostrati contenti ed entusiasti, noi con loro».

mar.vi.