Piano colore per l’Unione

L’Unione dei Comuni valorizzerà il proprio patrimonio artistico ed edilizio con i colori a calce tipici dei paesi che la compongono. Barolo, Monforte, Novello, Verduno, Serralunga, Rodello, Roddi, Castiglione Falletto e La Morra, sono i nove centri che avranno il nuovo “piano del colore”. Il progetto, sovvenzionato dalla Regione e diretto dall’architetto Mauro Ricchetti di Genova, specializzato nella realizzazione di piani analoghi adottati in diverse zone d’Italia, sancisce l’indirizzo e il controllo delle coloriture cittadine. Per arrivare a definire il “piano” è stata effettuata una ricerca dei colori storici di ogni Comune, analizzando i toni cromatici di 1.200 edifici. Un lavoro certosino che ha permesso di individuare il colore originale e di creare un piano che dovrà essere rispettato, per conservare le caratteristiche cromatiche e materiche realizzate anticamente nelle facciate del luogo.

L’architetto Ricchetti commenta i risultati dello studio: «Per il “piano del colore” abbiamo deciso di selezionare i prodotti della ditta La calce del Brenta, in modo da ricreare le tipiche tinteggiature a calce utilizzate nel passato». La calce è considerata il prodotto più compatibile con i materiali storici, grazie al buon effetto estetico e al rispetto per l’ambiente, essendo un prodotto naturale. Spiega Bartolomeo Borgogno, presidente dell’unione dei Comuni Colline di Langa e del Barolo: «I Comuni che non avevano ancora un “piano- colore” si sono aggiornati. Il geometra Giorgio Faveria, responsabile del progetto per l’Unione, con la collaborazione di Franco De Toni, Milko Lucca e Roberto Papi, lo ha presentato ai referenti tecnici dei nove paesi interessati. Ora ogni Comune dovrà approvarlo in Consiglio e inserirlo nel Piano regolatore. La gamma dei colori verrà presentata alla popolazione, così da far vedere le diverse tonalità ritrovate. È un pezzo di storia che torna attuale, per tutelare la tradizione e l’ambiente. Siamo soddisfatti del lavoro svolto, convinti che simili interventi valorizzino al meglio la Langa».

Livio Oggero