Egea e Olicar hanno fatto 13

Salvo colpi di scena piuttosto improbabili, saranno le aziende Egea di Alba e Olicar di Bra a occuparsi, nei prossimi nove anni, della gestione del calore e del potenziamento energetico degli edifici pubblici albesi. L’associazione di imprese si è infatti aggiudicata – per ora in modo provvisorio, in attesa del provvedimento definitivo – il bando da 12 milioni e 780 mila euro indetto dalComune per affidare il controllo degli impianti termici pubblici e migliorare la capacità energetica degli edifici di proprietà comunale, tra cui l’asilo nido, le scuole materne di via Aldo Moro, via rio Misureto e Fratelli Ambrogio, le scuole elementari Umberto Sacco e Gianni Rodari, le scuole medie Vida e Macrino, le palestre di via Santa Margherita e del centro storico, la bocciofila, il palazzetto dello sport di corso Langhe, il municipio, la sede dell’Ufficio tecnico di via Manzoni, i centri anziani di via Mameli, via General Govone e via Teodoro Bubbio, il campo di atletica e lo stadio di San Cassiano e il complesso sportivo di Mussotto dell’associazione Koala.

Egea-Olicar, unica candidata, ha ottenuto l’incarico, grazie a un ribasso dell’8 per cento circa e, soprattutto, a un’offerta tecnica che ha soddisfatto a pieno i requisiti fissati dalla Commissione di gara presieduta da Daniela Albano. Le due società hanno proposto di installare e, di conseguenza, aggiornare un sistema di tele-gestione, che consentirà l’ottimizzazione del servizio energetico cittadino e di migliorare la fruizione da parte dell’utenza pubblica, di eseguire interventi volti a ridurre il fabbisogno e lo spreco energetico di circa 60 fabbricati comunali, mediante l’aggiunta di valvole termostatiche, la sostituzione di alcuni generatori obsoleti, l’installazione di pannelli solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria su tre strutture e di impianti fotovoltaici su una ventina di edifici. Il nuovo contratto di gestione verrà firmato e sarà esecutivo entro il prossimo luglio, visto che a giugno scade quello attualmente in vigore, peraltro già in carico a Egea. Dal Comune – che per la concretizzazione del progetto metterà in campo un massimo di 9 milioni e 900 mila euro per il servizio di riscaldamento e 2 milioni e 880 mila euro per il servizio elettrico – giungono commenti positivi. «Il nostro era un bando all’avanguardia, che si poneva traguardi ambiziosi e la proposta formulata da Egea- Olicar va proprio in questa direzione, ovvero verso una significativa riduzione dei costi pubblici per il riscaldamento e verso un incremento del risparmio energetico », ha dichiarato il sindaco Maurizio Marello.

e.f.

8 MILIONI da investire

L’albero che cresce in borsa

«Meglio percorrere da soli strade laterali che viaggiare sull’autostrada dove corre tutto il mondo». Con un aforisma l’amministratore delegato di Egea, Pierpaolo Carini, commenta la scelta dell’azienda energetica di rimanere radicata sul territorio, di puntare all’espansione locale piuttosto che a “megalomaniaci” traguardi. Un atteggiamento misurato e rigoroso, che negli anni ha premiato e collocato il gruppo tra gli “intoccabili” esempi di virtuosità nazionale. C’è un pizzico di autocompiacimento, una moderata fierezza nel discorso dell’Ad: i numeri, del resto, sono dalla sua parte. Nonostante la recessione economica, l’incremento delle tariffe energetiche e la contrazione dei redditi dei clienti, l’azienda si espande, investe. Incarnando i desideri di qualsiasi imprenditore. Infatti il bilancio consuntivo 2011 – raccontato il 30 marzonella sede albese di corso Nino Bixio – ha suscitato l’ammirazione degli astanti. L’albero della cuccagna che cresce in tempo di siccità non solo è cosa strana,ma un ideale, uno spunto di riflessione, catalizzatore di imitazioni e ambizioni. Innanzitutto il valore della produzione (ricavi delle vendite e delle prestazioni), chepassa dai circa 518 milioni del 2010 ai 675 del 2011. Si tratta di una crescita del 26 per cento circa, percentuale destinata ad aumentare nel 2012 dato che nel bilancio previsionale la cifra sfiora i 716 milioni. Considerando che lo stesso valore nel 2007 era pari a 250 milioni, non è esagerato giudicare incredibile la progressiva ascesa aziendale. Per quanto riguarda l’utile netto, che nel 2010 ammontava a 5,43 milioni, Carini temporeggia. Rivela nulla, fino a data da definirsi. I parametri conosciuti sono il totale degli investimenti in esercizio (che passano dai 17,8 milioni del 2010 ai 21,3 milioni del 2011, mentre per il 2012 è prevista una lieve contrazione) e la posizione finanziaria netta – la differenza tra i debiti finanziari e le disponibilità liquide –, che ammonta a 64 milioni di euro contro i 58 del 2010. Per il 2012, invece, il parametro potrebbe toccare i 70 milioni di euro. Durante l’incontro Carini ha pure annunciato la possibile quotazione in Borsa di Egea: «Sul tavolo delle programmazioni studiamo il da farsi. Si tratta di un’eventualità che potrebbe rinforzarci agli occhi degli interlocutori». L’Ad ha poi parlato della volontaria estraneità e lontananza etica dell’azienda verso quei meccanismi di speculazione finanziaria «che non sono di per sé un male, ma se fuori controllo possono portare molti problemi, con gli esiti che oggi tutti possiamo sperimentare».

 m.v.

foto Marcato

 

Il colloquio

Parliamo con Pierpaolo Carini, amministratore delegato del gruppo Egea. La presenza di Egea sul territorio è in rapida espansione.

Quali sono i dati, ingegner Carini? «Egea è il settimo operatore a livello nazionale e detiene il 26 per cento del mercato piemontese, quasi il 60 per cento del mercato della provincia di Cuneo e circa il 70 per cento del mercato della zona di Alba e Bra».

Quasi un monopolio, dunque. Quale ingrediente vi consente di crescere in maniera così anacronistica rispetto ai concorrenti? «I volumi di energia elettrica venduti hanno contribuito in maniera determinante alla crescita del fatturato,maritengo che il successo aziendale e del gruppo sia stato determinato dal forte mix di attività in cui è impegnato. Si tratta di settori differenziati: il mercato regolato (distribuzione gas e ciclo idrico integrato), il forte impulso di iniziative legate alle energie rinnovabili, gli impianti di teleriscaldamento. In particolare il progetto realizzato ad Alba è stato per noi, e a livello nazionale, il primo esempio di teleriscaldamento a servizio di una realtà di provincia. Abbiamo tanti altri programmi in allestimento. Quelli di Bra, Nizza Monferrato e Canelli sono in fase di concretizzazione »

A proposito di futuro. Quali sono oggi gli investimenti previsti dal gruppo? «Gli investimenti sono fortemente distribuiti nelle differenti attività in cui siamo operativi. In particolare, essi riguardano il ciclo idrico integrato (limitatamente alla provincia di Cuneo: il 54 per cento del territorio è servito da Egea), energie rinnovabili e teleriscaldamento. In misura lievemente inferiore gli investimenti saranno inerenti al potenziamento della rete di distribuzione del gas e alla messa in sicurezza degli approvvigionamenti, specie nel Roero (Govone) e nell’alta Langa, dove si sono avvertite pesanti sofferenze durante il brusco abbassamento delle temperature di febbraio. Per il 2012 abbiamo formulato previsioni cautelari, essenzialmente per ragioni legate alle evoluzioni normative e alla situazione economico-finanziaria generale».

Stringiamo il focus su Alba. Quanti e quali gli investimenti previsti? «Sul territorio di Alba prevediamo investimenti a completamento della rete di teleriscaldamento cittadina. Per quanto essa sia articolata ed estesa, raggiungendo i confini della città, da zona Moretta a Mussotto, riceviamo continue richieste di estensione per l’allacciamento dei nuovi insediamenti. Ci saranno, inoltre, cospicui investimenti nel ciclo idrico integrato che ci consentiranno, ancora una volta, di rispettare appieno gli impegni assunti con l’Ato cuneese. Per la sola area di Alba e Bra sono previsti investimenti per più di 6 milioni di euro. L’importo è considerevole, visti i tempi di ritorno dell’investimento: se possiamo affrontarlo è perché il settore è integrato all’interno di un gruppo che può contare su un’efficace provvista finanziaria. A questi sei milioni dobbiamo aggiungere i due milioni che verranno mobilitati in seguito all’aggiudicazione, da parte di Egea, del bando comunale per la gestione energetica degli edifici pubblici albesi».

 

Matteo Viberti