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Fuoco alle polveri per APRO

Èsempre Apro formazione il pomo della discordia. L’Agenzia di formazione, dopo le perdite di bilancio dello scorso anno, sembra in fase di guarigione. Serve un ultimo passo: decidere chi, tra i soci, voglia e possa acquistare le quote rimaste dopo la ricapitalizzazione decisa dal Consiglio di amministrazione della scuola (vedi articolo a lato). Tra i candidati c’è pure il Comune. Ma inaspettatamente, nel corso del Consiglio comunale del 30 marzo, la squadra del sindaco Maurizio Marello stabilisce tramite una delibera che no, Alba non acquisterà quote straordinarie. È sufficiente il 14 per cento già posseduto. Il centro-destra proprio non ci sta. E spiega attraverso la voce del suo leader, Carlo Bo: «Acquistare un certo numero di quote straordinarie, da parte del Comune, sarebbe stato un segnale di fiducia, di vicinanza all’operato della scuola. Anche 15, 20 mila euro a scopo dimostrativo e simbolico. Non dimentichiamo che non tutti i soci hanno partecipato alla ricapitalizzazione, dato che il 42 per cento del capitale è rimasto inoptato: c’è dunque un’incertezza che il Comune avrebbe contribuito a dipanare ». Al coro dei discordi s’aggiunge Bruno Ferrero, consigliere di Lega nord. Che rileva come «la decisione del Comune di acquistare nuove quote non sarebbe stata solo una spesa, ma un investimento. La scuola è un polo di eccellenza didattica, che dispone di un notevole patrimonio immobiliare e presenta un bilancio in rapido riassestamento». Se l’opposizione tra le righe accusa la maggioranza di non sostenere a sufficienza la scuola di formazione professionale, la replica è durissima.

La compagine Marello serra i ranghi, si allinea con le parole dell’assessore alle finanze Franco Foglino. Che spiega: «A causa dei vincoli imposti alle casse pubbliche dal patto di stabilità, e a causa del momento finanziario difficile, preferiamo evitare ulteriori sbilanciamenti. Il Comune ha già partecipato alla ricapitalizzazione di Apro: in dialogo con il presidente Cervella, è stato concordato un atteggiamento di prudenza. Ricordo che la scuola è in fase di veloce recupero: l’esposizione finanziaria è passata dai quattro milioni di luglio a 1,7 di oggi, senza contare circa 1,5 milioni di fatture ancora da incassare». Ma la situazione non sembra così rosea se anche il consigliere del Partito democratico, Lorenzo Paglieri, evidenzia come «una buona parte del bilancio di Apro sia rimasta inoptata: sono stupito, significa che esistono scollamenti e divisioni all’interno della scuola nonostante le dichiarazioni di benevolenza ascoltate negli ultimi giorni». L’astensione del centro-destra nel voto, le velate allusioni rispetto alla «poca vicinanza » alla scuola da parte dell’Amministrazione e il clima dubitativo accendono la furia (contenuta) del sindaco Maurizio Marello. Primo, perché «il Comune non solo ha messo molti soldi, ma anche la faccia per cercare di riequilibrare il destino della scuola. Abbiamo speso un assessore inserendolo come presidente, siamo scesi in prima linea. Invece, non tutti quelli che hanno portato Apro in questa difficile situazione ci hanno messo la faccia». La stoccata racchiude in sé una rabbia accumulata verso i ricorsivi errori gestionali del passato. L’ira del primo cittadino sottende l’intenzione di tenere saldo il timone e non consentire più indugi. «Questo dibattito è amaro. Mi sarei aspettato un pieno coinvolgimento anche da parte della minoranza. Il momento delicatissimo per Apro, ricordiamolo, non è finito. Sarebbe servito dimostrare maggiore unità». Marello ha poi ricordato come «ricapitalizzare un bilancio non è questione di filantropia: è ovvio che i soci ci pensino su prima di “dedicare” altri soldi a una scuola che fino a poco tempo fa presentava gravi perdite. Spero in un rinnovo della fiducia da parte di chi oggi ancora dubita». Capitolo chiuso, per ora. Se la scuola ritroverà stabilità, se vinceranno il decisionismo di Marello, l’atteggiamento critico del centro-destra o l’aperta dissidenza di alcuni soci, è partita aperta.

Matteo Viberti